“Il ghiaccio nella box del cuore di Domenico era una richiesta da Napoli”. L’accusa da Bolzano

Il piccolo Domenico con la mamma


Proseguono gli accertamenti sul caso del piccolo Domenico e sul trapianto di cuore finito tragicamente al centro dell’inchiesta. La relazione della commissione regionale è stata completata ed è ora al vaglio del Ministero della Salute, mentre emergono nuovi dettagli dai verbali raccolti dagli inquirenti.

A fare il punto è stato il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, parlando a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar Campania.

“Ho attivato subito tutti i poteri per capire cosa fosse successo, poi vedremo”, ha spiegato Fico, sottolineando che la commissione da lui individuata ha concluso il proprio lavoro. Ora spetterà al ministro integrare gli esiti con la relazione degli ispettori ministeriali. Solo al termine di questo doppio passaggio si potranno valutare eventuali decisioni.

Alla domanda su un possibile “gesto”, ovvero eventuali dimissioni dei vertici dell’Ospedale Monaldi, il governatore ha risposto con prudenza: “Prima di definire il tutto, vorrei chiudere definitivamente l’istruttoria da parte della direzione generale Salute della Regione Campania e aspettare anche quella del ministero, poi la magistratura farà il proprio corso”.

Nel frattempo, dall’inchiesta emergono nuovi elementi relativi alle fasi precedenti al trasporto dell’organo dall’ospedale di Bolzano. Uno degli operatori sanitari ha riferito agli inquirenti: “Sono stato io a versare il ghiaccio nel box dove era contenuto il cuore, ma abbiamo solo eseguito le direttive dell’equipe di Napoli”.

Secondo quanto messo a verbale, dopo l’espianto la chirurga avrebbe chiesto un contenitore di plastica per il cuore. L’operatore avrebbe risposto che non ve ne erano disponibili, mostrando invece dei barattoli utilizzati per l’istologia, contenitori in plastica non sterili. “Ha detto che andava bene, così gliel’ho dato”, ha dichiarato l’infermiere.

Successivamente sarebbe arrivata la richiesta del ghiaccio. “Ad un certo punto – ha raccontato l’oss – sono stato avvisato che il ghiaccio era pronto. Ho preso la scatola di polistirolo, l’ho mostrata alla chirurga di Napoli e le ho detto: ‘questo abbiamo’. Le ho chiesto se andasse bene e lei ha detto di sì”. Sempre secondo la sua versione, l’equipe napoletana disponeva di un contenitore per il trasporto dell’organo “come quelli per il campeggio”, al cui interno il ghiaccio risultava però già semi sciolto.

L’infermiere ha inoltre sottolineato che, nella sua esperienza, non sono mancati casi in cui interventi chirurgici venivano fermati o rinviati in assenza di attrezzature adeguate o di condizioni ottimali, anche quando si trattava di operazioni programmate.

Intanto, secondo quanto riportato, il coordinatore dell’officina dell’ospedale di Bolzano sarebbe stato assegnato a un altro incarico interno alla struttura.

Mentre proseguono gli accertamenti amministrativi e giudiziari, il caso resta al centro dell’attenzione pubblica, in attesa che le diverse relazioni – regionale e ministeriale – chiariscano eventuali responsabilità e passaggi critici nella gestione del trapianto.


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