La Biblioteca dei Girolami riapre dopo 14 anni: Napoli ritrova un luogo dell’anima

La Biblioteca dei Girolamini


C’è voluto più di un decennio, un processo penale, una condanna definitiva e un lungo restauro. Ma alla fine Napoli riavrà le porte della sua biblioteca più antica spalancate. Il 22 aprile 2026, le sale storiche della Biblioteca dei Girolamini torneranno accessibili al pubblico attraverso una mostra dedicata alla raccolta libraria di Andrea Matteo III Acquaviva, principe e letterato del Rinascimento meridionale.

Riapre la Biblioteca dei Girolamini: un patrimonio di quattro secoli

La Biblioteca dei Girolamini è aperta al pubblico dal 1586, prima biblioteca pubblica di Napoli e seconda in Italia dopo la civica Malatestiana di Cesena. Specializzata in filosofia, teologia cristiana e musica sacra, custodisce circa 160.000 volumi, tra cui migliaia di edizioni risalenti al 1500. Tra le sue mura ha studiato Giambattista Vico, e la celebre Sala Vico resta uno dei luoghi più suggestivi dell’intera cultura napoletana. Un patrimonio immenso, costruito nel corso dei secoli attraverso donazioni, lasciti e acquisizioni dei padri oratoriani, che hanno sempre considerato i libri strumento imprescindibile di fede e di cultura.

Lo scandalo che fermò tutto

Su questo tesoro si è abbattuta, a partire dal 2011, una delle vicende più vergognose della storia culturale italiana. Massimo De Caro, ottenuta la direzione della Biblioteca dei Girolamini nel 2011, nell’arco di un anno ha saccheggiato il tesoro che gli era stato affidato, sottraendo oltre duemila tomi.

Un ladro con le chiavi di casa: consulente del ministero dei Beni Culturali, si era guadagnato la fiducia delle istituzioni per poi tradirla sistematicamente. I furti hanno riguardato anche pezzi di assoluta rarità, successivamente individuati all’interno di case d’asta internazionali e librerie antiquarie in Germania e nel Regno Unito. De Caro è stato condannato in via definitiva a sette anni di reclusione per peculato e alla condanna della Corte dei Conti al risarcimento di quasi venti milioni di euro. La biblioteca rimase sequestrata per un decennio.

Il ritorno

La mostra che apre il 22 aprile ricostruisce la raccolta libraria di Andrea Matteo III Acquaviva, esemplare figura di principe-letterato del Sud rinascimentale, attraverso prestiti esterni affiancati al nucleo di codici miniati custoditi ai Girolamini fin dalla prima metà del Settecento. Il percorso di visita parte dallo storico ingresso al civico 114 di via Duomo e attraversa per la prima volta dopo anni le attesissime sale storiche della biblioteca. L’esposizione, finanziata con fondi dell’Accordo per la Coesione della Regione Campania, resterà aperta fino al 19 luglio 2026.

Per Napoli non è solo una mostra. È la restituzione di un luogo dell’anima.


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