A Napoli il funerale dell’Arte di Strada: multe da 500 euro. Ma prosperano bancarelle e abusivi
Apr 20, 2026 - Francesco Pipitone
Funerale dell'Arte di Strada a Napoli. Prosperano gli abusivi
A Napoli il funerale dell’Arte di Strada. Sabato 2 maggio alle ore 18, a partire da Piazza San Domenico fino a Piazza Dante, ci sarà il corteo simbolico degli artisti di strada messi ormai in ginocchio dalla raffica di multe di 250 e 500 euro. Al centro della disputa vi è il regolamento imposto dal Comune di Napoli che, nel tutelare il legittimo interesse dei residenti alla quiete, non ha regolamentato né disciplinato in maniera idonea l’attività degli artisti che si esibiscono in strada, in particolare per quanto riguarda gli amplificatori, il cui utilizzo è vietato tout court.
Il funerale dell’Arte di Strada a Napoli
Gli artisti di strada fanno sapere di essere “consapevoli che alcune pratiche possono risultare più rumorose di altre e che non tutte le zone della città si prestano alle stesse performance”. Per tale motivo, ormai un anno fa e su suggerimento dei comitati della quiete pubblica, avevano cercato una mediazione che portasse alla redazione di un regolamento che venisse incontro alle esigenze sia dei residenti che degli artisti.
L’Amministrazione ha tuttavia fatto un passo indietro, o meglio, non ha terminato il lavoro: “Chi l’anno scorso si era affacciato dal portone di San Giacomo per mettersi in mostra davanti alle telecamere oggi si sottrae con un ‘uffà’ o un ‘che scocciatura’, lasciando quel lavoro senza seguito”.
Prosperano gli abusivi
Il malcontento è tangibile, tra gli artisti e gli stessi napoletani che nel frattempo vedono invase le strade da “personaggi” la cui attività lascia più di qualche perplessità. Ci riferiamo ai venditori ambulanti e abusivi di merce contraffatta, che hanno invaso la zona dei decumani e tutta la zona che parte da Piazza Dante e arriva sul lungomare passando da via Toledo, Palazzo Reale, via Cesario Console, via Nazario Sauro ed infine via Parthenope, senza dimenticare via Chiaia e altre vie (l’elenco completo sarebbe troppo lungo).
Meritano menzione anche lanciatori di sale, venditori di cornicelli di plastica, urlatori e quant’altro che si concentrano in numero elevato in aree ristrette e prese di mira per la particolare conformazione dei flussi di passanti (un esempio è Piazza San Gaetano, con le chiese di San Lorenzo e San Paolo Maggiore, Napoli Sotterranea e l’imbocco di via san Gregorio Armeno).
La richiesta degli artisti di strada
Mentre crescono e prosperano le attività illecite, coi relativi autori che al passaggio della Polizia Municipale si dileguano in letteralmente 10 secondi, gli artisti di strada vengono facilmente multati nei blitz dei vigili. Non sono persone che scappano come ladri, né il loro corredo di strumentazione glielo consentirebbe tra l’altro. Ma l’assurdo risiede nel fatto che tale situazione si è creata perché il Comune di Napoli si è limitato a impedirne di fatto l’attività, non considerando che gli amplificatori in alcuni casi sono proprio necessari ad esempio per riprodurre le basi musicali.
Qual è dunque la richiesta degli artisti di strada? Certamente non quella di poter esibirsi ad alto volume a qualsiasi ora del giorno, bensì la possibilità di poter utilizzare casse ed amplificatori tenendo il volume ad un livello consono. Gli illeciti verrebbero così constatati con un misuratore di decibel, e la multa comminata nel momento in cui si sfori il limite.
