Lo scempio del lungomare di Napoli: altro che “mille culure”, è tutto bianconero

A Napoli un lungomare bianco e nero


Il lungomare di Napoli in bianco e nero. Sembra un’assurdità o, al massimo, una reminiscenza cinematografica novecentesca, ed invece si tratta di un dato di fatto: basta guardare i lavori di restyling a via Nazario Sauro e via Partenope per ammirare – si fa per dire – una distesa scura in pietra etnea intervallata da qualche elemento in bianco per la segnaletica stradale. Altro che mille culure.

La lingua scura di via Nazario Sauro

Occasione sprecata per il lungomare di Napoli

Una lingua nera che già sul finire del mese di maggio, dunque non ancora nel pieno dell’estate, ha dimostrato di essere un’isola di calore. Com’è noto, la pietra lavica trattiene il calore e lo disperde lentamente, per cui al caldo proveniente dal sole, dall’alto, bisogna aggiungere quello restituito dalla pavimentazione. Un forno, letteralmente.

Nel progetto per il restyling del lungomare manca l’attenzione per il verde, confermando una tendenza che ha travolto tutta la città, a partire dall’esempio più lampante che è quello di Piazza Municipio. Un tempo giardino rigoglioso – si vedano le immagini risalenti agli anni ’60 per esempio – oggi è una distesa grigio scuro interrotta da qualche alberello nella parte antistante Palazzo San Giacomo, mentre nella zona in corrispondenza del Maschio Angioino troviamo quella che è stata tristemente ribattezzata pista di atterraggio.

piazza municipio ieri oggi
Piazza Municipio oggi e ieri

Una concezione ancora peggiore è stata ideata per il lungomare, dove le aiuole mancano quasi del tutto. In via Nazario Sauro, dove la pavimentazione è praticamente completa, ne abbiamo contata soltanto una, e di dimensioni modeste. In via Partenope sono in corso ancora i lavori, ma tutto lascia presagire che spazi verdi ed aiuole non saranno sufficienti ad assicurare ombra, gradevolezza della passeggiata anche nelle giornate più calde, attenuazione dell’intensità del caldo.

L’unica aiuola a via Nazario Sauro

Eppure a Napoli vi sono esempi di verde, seppure minuscoli, che riescono a offrire refrigerio. Si pensi al tratto iniziale di via Chiaia lato Piazza dei Martiri, quello compreso tra il cinema Metropolitan e l’incrocio con via Santa Caterina e via Filangieri: due file di alberi sono una boccata di ossigeno e di fresco anche nelle ore torride di luglio ed agosto. Basterebbe conoscere un minimo la città e saper prendere esempio da quello che già abbiamo e sappiamo fare. Sembra poco a dirsi, ma evidentemente è tanto – troppo – per chi è abituato al massimo a guardare la città da una finestra. O dal finestrino oscurato di un’auto, direzione autostrada.

Visuale verso il marciapiede su cui insisteranno i dehors dei locali
Lavori in corso a via Partenope
Particolare della posa della pietra lavica etnea, molto più sottile dei basoli vesuviani
I render affissi sul cantiere


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