A Portici il “Bosco Incantato” della Federico II: il campus estivo per 50 bambini
Giu 17, 2026 - Redazione Vesuviolive
Il Campus Estivo di Agraria della Federico II a Portici
È partito nei giardini e negli orti della Reggia di Portici “Il Bosco Incantato di Agraria”, il primo campus estivo sperimentale promosso dal Comitato Unico di Garanzia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Un’iniziativa pensata per i figli dei dipendenti dell’Ateneo, con l’obiettivo di conciliare vita lavorativa e responsabilità familiari durante il periodo di chiusura delle scuole.
Il campus accoglie 50 bambini tra i 5 e i 12 anni, divisi in due settimane per fasce d’età, e si avvale della collaborazione di circa 60 tra docenti, ricercatori, studenti e tecnici del Dipartimento di Agraria, con il supporto educativo dell’associazione Stella Polare.
Natura, cibo e creatività come strumenti di apprendimento
Le giornate dei piccoli partecipanti si svolgono all’insegna della scoperta: osservazione di insetti, funghi e piante spontanee nell’Aula Bosco, attività di semina e trapianto nell’Area Pallacorda, laboratori di trasformazione dei prodotti agricoli in pane, pizza e succhi. Non mancano momenti dedicati alla Dieta Mediterranea, all’igiene alimentare e persino alla realizzazione del gelato, il tutto con un approccio ludico e fortemente esperienziale.
Tra le attività più originali spiccano “Musica e danze della Tradizione”, condotta dal cantautore vesuviano Toto Toralbo, e “Impariamo ad assaggiare l’olio”, a conferma di una proposta che unisce cultura, identità territoriale e conoscenza scientifica.
Un modello di welfare universitario da rendere strutturale
L’iniziativa si inserisce nel Piano per l’Uguaglianza di Genere dell’Ateneo per il triennio 2025-2027 ed è interamente finanziata dal CUG, senza alcun costo per le famiglie. Al termine del campus, ogni bambino porterà a casa un vasetto con una piantina coltivata durante i laboratori: un gesto simbolico, ma anche concreto, di quello che l’esperienza ha seminato.
Se i feedback raccolti confermeranno gli ottimi riscontri già registrati, la Governance dell’Ateneo valuterà di trasformare questa sperimentazione in una misura permanente di welfare, capace di diventare un modello replicabile per le università italiane.
