Sold out per la cena di beneficenza pro Palestina: pasta, fagioli e falafel a supporto della resistenza


Una cena per la Palestina a Torre del Greco: all’Upside Down di Corso Garibaldi quasi 200 persone si sono ritrovate per supportare la resistenza di un popolo oppresso dalla barbarie della guerra per mano israeliana.

All’Upside Down di Torre del Greco la cena per la Palestina

Falafel e babaganoush, piatti tipici palestinesi, a tavola con la pasta e fagioli. La cucina unisce i popoli e all’Upside Down di corso Garibaldi a Torre del Greco è stata l’occasione per un gesto concreto di vicinanza alla popolazione palestinese su cui pende la scure di un vero e proprio genocidio nel silenzio dei governi occidentali.

La serata, organizzata dal Coordinamento Pro Palestina di Torre del Greco, ha chiamato a raccolta centinaia di persone: molte altre sono state quelle che, passando per la zona porto, si sono “incuriosite” tra bandiere, musica ed il buon cibo.

Ad accompagnare i piatti la Palestine Cola, una bevanda dal sapore praticamente indistinguibile da quella prodotta dalla multinazionale americana ma prodotta e venduta con princìpi di trasparenza e con lo scopo dichiarato di aiutare la popolazione di Gaza e di tutti i territori palestinesi.

Il ricavato della serata è stato istantaneamente donato direttamente alle famiglie palestinesi grazie ai canali della Comunità Araba Palestinese di Salerno.

“L’umanità supera le distanze, le azioni fanno la differenza”

I rappresentanti hanno affidato ai social il loro grazie: “La comunità araba palestinese desidera esprimere il suo più sentito ringraziamento alla popolazione di Torre del Greco e a tutti i partecipanti che hanno reso possibile la cena in solidarietà con il popolo palestinese. La vostra presenza e il vostro sostegno hanno dimostrato con forza quanto l’umanità, la vicinanza e la giustizia possano unirci, superando distanze e difficoltà”.

“Un ringraziamento speciale va al Coordinamento Pro Palestina e al ristorante Upside Down, senza i quali questa serata di incontro tra culture, condivisione e sostegno concreto non sarebbe stata possibile. La loro dedizione e il loro impegno hanno trasformato un semplice gesto in un messaggio potente di solidarietà”.

“Il contributo raccolto durante l’evento è stato inviato in modo diretto e immediato, al 100% alle famiglie di Gaza tramite bonifico bancario gestito da ragazzi palestinesi originari di Gaza, garantendo che l’aiuto arrivi concretamente a chi oggi vive condizioni di sofferenza inimmaginabili. Questo gesto tangibile di solidarietà è un segno concreto che la vicinanza non si esprime solo con parole, ma anche con azioni che fanno la differenza”.

Collegamento streaming con Antonio Mazzeo

Particolarmente sentito è stato il collegamento streaming avvenuto, durante la serata, con Antonio Mazzeo, attivista volontario che insieme alla nave Handala e a tutto il suo equipaggio fu bloccato in estate durante una missione umanitaria di consegna medicinali e viveri a Gaza, poi arrestato dall’esercito israeliano ed in seguito rimpatriato.

Un’oppressione che non ha fermato, anzi, ha moltiplicato l’impegno di Mazzeo e di molti altri attivisti pronti a salpare con molte più imbarcazioni verso le coste mediorientali barbaramente presidiate dai soldati, con il solo intento di rompere quel blocco navale che impedisce l’arrivo di beni di prima necessità, sta devastando ed affamando la popolazione civile.

La Global Sumud Flotilla vedrà la partecipazione di 40 paesi e volontari da tutto il mondo e le imbarcazioni salperanno tra gli ultimi giorni di agosto ed i primi di settembre da vari porti del Mediterrano, Italia e Spagna comprese.

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