Porto di Torre del Greco, svolta dopo anni: arrivano i primi 7 milioni per l’ampliamento
Nov 20, 2025 - Giuseppe Mennella
Il porto di Torre del Greco
Partiranno a breve i primi lavori sul porto di Torre del Greco che trasformeranno radicalmente lo scalo cittadino: prevista la dislocazione dei cantieri navali con nuovi spazi sul mare riqualificati e sostenibili.
Porto di Torre del Greco, 7 milioni per il via ai lavori
Sette milioni di euro come primo tassello di un’opera che può cambiare il volto – e il destino – del porto di Torre del Greco.
La Regione Campania ha sbloccato il finanziamento iniziale per l’ampliamento e la riqualificazione dell’area portuale, permettendo finalmente l’avvio della prima parte dell’intervento pensato dagli architetti Giovanni Falanga e Novella Ventimiglia: un progetto che punta a superare limiti strutturali ormai storici e a restituire centralità alla marineria, al diporto e alle attività economiche che gravitano attorno allo scalo.
Una trasformazione strategica per la città
Un passaggio che il sindaco Luigi Mennella ha spesso definito strategico per il futuro della città, capace di segnare l’ingresso in una nuova fase di sviluppo.
Il piano, infatti, è pensato per rendere il porto più funzionale, più moderno e più competitivo, adeguandolo alle esigenze dei pescatori e alla domanda crescente del comparto turistico-nautico.
L’impegno dell’associazione che per cinque anni non ha mollato
Accanto alle istituzioni, in questi anni c’è stato un lavoro costante e spesso silenzioso dell’associazionismo locale. E oggi, con il finanziamento sbloccato, il presidente dell’Associazione “Sviluppo Area Porto”, Carlo Esposito, rivendica con orgoglio una battaglia durata cinque lunghi anni.
Nel suo post, Esposito cita Nelson Mandela: “a volte un vincitore è un sognatore che non ha mai mollato”. Una frase che sintetizza perfettamente il percorso: progetti, tavoli tecnici, pressioni politiche, incontri pubblici e una convinzione incrollabile che il futuro del porto non fosse un’utopia.
“Sono passati cinque anni da quando abbiamo recuperato tra le carte del comune un progetto curato dagli architetti Falanga e Ventimiglia per rivoluzionare il porto torrese”, spiega Esposito, “ci abbiamo sempre creduto perché è una vera spinta verso la modernità, verso la riqualificazione urbana sostenibile come accaduto in altri paesi”.
Il supporto delle istituzioni
Un percorso partito durante la precedente amministrazione Palomba e che con l’attuale giunta Mennella potrebbe finalmente vedere la sua partenza effettiva.
Esposito ringrazia uno a uno i protagonisti che hanno affiancato l’associazione nel cammino: il Presidente del Consiglio Comunale Gaetano Frulio che dal primo giorno ha sostenuto convintamente la bontà del progetto, gli architetti Giovanni Falanga (“spero possa vedere il suo sogno concretizzarsi”) e Novella Ventimiglia e l’amico architetto Gennaro Polichetti.
E poi i riferimenti politici, i consiglieri regionali del PD Loredana Raia e Mario Casillo, che hanno sostenuto il progetto in Regione Campania.
Infine, il ringraziamento al sindaco Luigi Mennella, che ha inserito nel suo programma la “Realizzazione del Porto di Torre del Greco” e accompagnato la proposta nel percorso istituzionale.
Cosa prevede il progetto
Il primo lotto di lavori interesserà il lato del porto borbonico con lavori di riqualificazione complessiva, ma il finanziamento di 7 milioni apre le porte ad una serie di interventi che dovrebbe portare al dislocamento dei cantieri navali nell’area (attualmente su aree demaniali in concessione) nella zona di largo Gabella del Pesce grazie alla costruzione di un nuovo braccio del porto commerciale.
Rispetto all’idea originale, il progetto sarà rivisto e rielaborato nel rispetto della sostenibilità ambientale e per essere il meno possibile impattante sul territorio.
Al posto dell’area degli attuali cantieri si prevede la realizzazione di un moderno waterfront con piattaforme in legno, passeggiate, chioschi e tutto quanto possa assecondare una visione di città sempre più turistica: senza dimenticare, anzi, abbracciandone la ricca tradizione dei “maestri d’ascia” e della diportistica.
