La Festa dei Quattro Altari punta a diventare patrimonio culturale immateriale della Campania
Feb 05, 2026 - Giuseppe Mennella
Festa dei Quattro Altari 2025, in foto l'opera a Palazzo Baronale
La Festa dei Quattro Altari compie un passo importante verso la propria promozione fuori dai confini cittadini di Torre del Greco: si lavora per inserire l'”uttava” nell’IPIC.
Festa dei Quattro Altari, verso il riconoscimento dell’IPIC
Nel percorso di riconoscimento e promozione di una delle più longeve feste identitarie di Torre del Greco, riportata ai fasti dall’amministrazione Mennella, una delle prossime tappe sarebbe la richiesta di inserirsi nell’inventario del patrimonio culturale immateriale della Campania.
È stata infatti avviata la candidatura della storica celebrazione di Torre del Greco all’IPIC, lo strumento regionale che raccoglie e valorizza le tradizioni, i saperi e i riti che definiscono l’identità delle comunità.
Un percorso che, simbolicamente e culturalmente, si affianca a quello della Festa dell’Immacolata, già inserita nell’Inventario e punto di riferimento per la memoria collettiva della città. Due feste diverse ma profondamente connesse, capaci di raccontare la stratificazione storica, religiosa e sociale di Torre del Greco.
Le radici di Torre del Greco puntano a superare i confini cittadini
La Festa dei Quattro Altari non è solo un evento religioso: è un rito comunitario che attraversa i secoli, trasformando le strade del centro storico in un museo a cielo aperto, dove arte effimera, devozione e partecipazione popolare si fondono in un linguaggio condiviso. Gli altari e i tappeti, realizzati da artisti locali, raccontano storie, visioni e appartenenze nel solco di un tema religioso che varia ogni anno, diventando espressione viva di un sapere tramandato di generazione in generazione.
La candidatura all’IPIC rappresenta molto più di un riconoscimento formale. È un atto di responsabilità culturale, che chiama in causa istituzioni, associazioni, parrocchie e cittadini nella salvaguardia di una tradizione fragile, esposta al rischio dell’oblio – come accaduto per oltre 15 anni – della riduzione a semplice attrazione folkloristica o a “mercatino”.
Inserire la Festa dei Quattro Altari nell’Inventario regionale (che include, tra gli altri, i Gigli di Barra, la festa di Piedigrotta oltre alla già citata Immacolata torrese) significa affermarne il valore come bene comune, da tutelare, documentare e trasmettere. Significa anche rafforzare l’identità di Torre del Greco come città di riti, simboli e memoria, capace di parlare al presente senza rinnegare le proprie radici e facendo di queste ultime un volano turistico importante per rendere “virale” il proprio nome nel mondo, partendo dalla Regione.
