Pasquetta in pineta a Torre del Greco, un disastro ecologico: “Bolgia di vandali, maleducati e incivili”


Anche quest’anno la Pasquetta a Torre del Greco, nelle aree verdi ai piedi del Vesuvio, si è trasformata in un unico, grande crimine contro l’ambiente: inascoltato l’appello dell’Associazione Oasi Vesuvio.

Pasquetta, disastro ambientale a Torre del Greco

Se per i cattolici la risurrezione di Cristo dopo tre giorni è una certezza, per chi quotidianamente vive le aree verdi nelle viuzze che si inerpicano verso il Vesuvio vi è una certezza ulteriore: che il giorno dopo la Santa Pasqua sotto queste pinete si verifichino veri e propri scempi ambientali.

Anche questo 2026 non ha fatto eccezione, con l’appello messo nero su bianco in ampio anticipo dal presidente dell’Associazione Fondiaria “Oasi Vesuvio” Gerardo Borriello, caduto praticamente nel vuoto.

Una richiesta inviata a mezzo PEC alle istituzioni comunali e alle forze dell’ordine, invocando maggiori controlli sull’abbandono dei rifiuti, sugli accessi nelle aree protette dei veicoli a motore e sui pericoli di incendio.

“C’erano solo i forestali, pochi per questa bolgia”

“Ieri si è avuta la sola presenza dei carabinieri forestali”, segnala Borriello, “che loro malgrado, seppur hanno fatto tanto, erano sempre pochi per poter controllare su un territorio così vasto questa bolgia di vandali, maleducati ed incivili e non aggiungo altro perché incontrollabili”.

Parole dure diffuse a mezzo social accompagnate da immagini inequivocabili che riportano le condizioni in cui gli avventori di Pasquetta hanno lasciato le aree del Parco Nazionale del Vesuvio che, come la stessa associazione ha ricordato, vantano un enorme valore geologico, naturalistico, culturale e rurale.

Una serie di fatti che – messi in fila – dovrebbe far riflettere (se non far sentire umiliato) in primis il cittadino medio: la necessità di invocare controlli duri in occasione di momenti come il Lunedì dell’Angelo, che dovrebbero significare solo spensieratezza e convivialità; l’impossibilità ed il “gettare la spugna” di fronte al bisogno di controllare singolarmente ogni persona che commette tali gesti frutto di una totale mancanza delle più elementari norme civiche; l’intervento dei volontari che già dalla serata di ieri hanno provveduto a ripulire interamente le aree (come se i frequentatori delle aree verdi non avessero mani o coscienza per poterlo fare da soli).

Parchi chiusi a Torre e nelle città vicine

In città, intanto, ha destato polemiche la scelta di tenere chiusi nel giorno del Lunedì in Albis i parchi verdi: cancelli serrati nelle ville comunali e al parco Loffredo, in sintonia con quanto deciso anche in città vicine come Portici e Napoli.

Una decisione che ha deluso chi pensava di trascorrere una giornata nel verde cittadino ma che, alla luce della condotta di una minoranza (siamo sicuri?) di cittadini si è rivelata forse l’ultima spiaggia per evitare un ecodisastro ancora peggiore.


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