Oggi è il Blackout Tuesday: tutto il mondo condivide foto nere contro il razzismo


Tutto il mondo non parla d’altro: l’omicidio di George Floyd brutalmente causato da Derek Chauvin, il poliziotto che lo ha soffocato posandogli un ginocchio sul collo, fa discutere chiunque in ogni parte del globo. Tanto più che è avvenuto negli Stati Uniti, nazione che si proclama baluardo dell’uguaglianza e della democrazia che esporta a suon di bombe in ogni parte della terra, il cui presidente non si è mai esplicitamente schierato contro il razzismo. I cant’t breathe, non riesco a respirare, è la frase che George Floyd ha ripetuto in continuazione mentre veniva ammazzato, senza riuscire a ottenere clemenza dal suo aguzzino.

La protesta, in molti casi piuttosto violenta, è infuriata in tutto il Paese ma stavolta nelle piazze e nelle strade ci sono – finalmente – anche molti bianchi. I non razzisti, che però finora erano rimasti in silenzio perché non toccati dalle ingiustizie, hanno scelto di schierarsi attivamente. I diritti di una sola persona infatti, qualunque sia la sua condizione economica e sociale, qualunque sia il colore della sua pelle, riguardano tutta l’umanità: se vengono calpestati quelli del singolo individuo sono a rischio quelli di tutti.

Oggi, 2 giugno, è il Blackout Tuesday: pressoché tutti i personaggi del mondo dello spettacolo, della musica, del cinema oscureranno il proprio profilo o condivideranno una foto completamente nera in segno di solidarietà e supporto al movimento Black Lives Matter (che non è solo uno slogan come in tanti credono, ma appunto un movimento nato per combattere la discriminazione). Un’iniziativa cui stanno aderendo già milioni di persone in tutto il mondo.

I funerali George Floyd verranno interamente pagati da Floyd Mayweather Jr, che è stato uno dei più grandi pugili nella storia di questo sport. Dovrebbero essere celebrati il 9 giugno. Anche egli in passato ha rilasciato importanti dichiarazioni in merito al tema della discriminazione razziale, in difesa non solo delle persone di colore ma anche degli ispanici. La notizia non doveva essere diffusa, ma è trapelata grazie a Jason Lee, CEO di Hollywood Unlocked, con cui Mayweather si era confidato privatamente. “Ho sentito che fosse importante condividere la notizia, perché la sua voce ha un impatto globale che ha bisogno di essere ascoltata, specialmente su questi temi”, ha spiegato Lee.


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