Napoli e la ‘chimera continentale’: i quattro rimpianti più grandi della storia recente


Quella di ieri contro il Barcellona è stata una eliminazione cocente, sotto molteplici punti di vista. In primis, il Napoli ha abbandonato una competizione che, nonostante la travagliata stagione, avrebbe potuto restituire entusiasmo ad un ambiente ferito, ancora incredulo per quanto si stia vivendo solo pochi mesi dopo uno storico Scudetto vinto dominando contro chiunque.

Chelsea, Dnipro, Milan, Barcellona: i quattro rimpianti più grandi della storia recente del Napoli

Inoltre, aver lasciato per strada il sogno Mondiale rappresenta un colpo durissimo inferto alle ambizioni internazionali del club, arrivato ad un passo da un traguardo storico, ceduto al fotofinish all’acerrima rivale di sempre, la Juventus.

Contro i catalani si è consumato il quarto dramma sportivo continentale della storia recente del Napoli. Si, perché va ad aggiungersi a tre eliminazioni che bruciano ancora e di cui non si è riuscito a fare tesoro negli anni. La prima fu quella dell’inesperienza, e risale alla prima Champions azzurra, con un giovane e promettente Mazzarri in panchina. Ottavi di finale contro il Chelsea: 3-1 all’andata al San Paolo e gol del 4-1 fallito a porta vuota da Maggio. Blues domati e annichiliti, ma il cambio in panchina Villas Boas-Di Matteo e la carica dello Stamford Bridge riuscirono a trascinare la sfida ai supplementari. Stesso punteggio dell’andata, poi arrivò quel maledetto gol di Ivanovic. I londinesi avrebbero poi addirittura vinto la competizione.

Qualche anno dopo, il Napoli arrivò ad un passo dalla conquista della sua seconda Coppa UEFA (oggi Europa League), e il sorteggio relativo alle semifinali sembrò un vero e proprio regalo. Dall’urna di Nyon uscirono gli sconosciuti ucraini del Dnipro, ed in città si iniziarono ad acquistare immediatamente i biglietti aerei per raggiungere la sede della finale.

La storia però disse altro: un gol in clamoroso fuorigioco nella gara d’andata fu fatale, e gli azzurri non riuscirono ad andare oltre l’1-1. Il ritorno fu anche peggio: sconfitta per 1-0 e addio sogni di gloria.

La terza ‘Caporetto’ è molto più recente: stagione 2022/2023, quella dei sogni. Un Napoli stellare elimina agli ottavi di Champions l’Eintracht di Francoforte con una facilità imbarazzante. Ai quarti arriva il derby italiano con il Milan: anche in questo caso sorteggio battezzato come ‘favorevole’ troppo prematuramente. L’andata è un disastro: Osimhen è infortunato, Kvaratskhelia fallisce un gol a porta vuota dopo pochi secondi, Anguissa viene espulso, i rossoneri vincono 1-0. Al ritorno è anche peggio: Meret para un rigore, ma Giroud dopo pochi minuti segna lo stesso. Il georgiano fallisce il penalty dell’1-1, che arriva solo nel recupero.

Barcellona-Napoli è il quarto capitolo del libro dei sogni infranti scritto dalla squadra azzurra. Capace di riportare 33 anni dopo uno Scudetto inimmaginabile in città, ma mai pronta a fare il salto di qualità definitivo a livello internazionale. “From Napoli to the world” più che uno slogan, è diventato una chimera. Le cui ferite bruciano ogni giorno un po’ di più.


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