Neres prima della finale: “Vogliamo vincere. Lukaku? Quello che mi ha dato più fiducia”

David Neres (Foto Salvatore Varo)


David Neres, prima della finale di Supercoppa contro il Bologna, si è lasciato andare ad una lunga intervista nella quale ha parlato della sua passione per il calcio nata per strada, della sua vita a Napoli, ma anche della finale di stasera e del suo rapporto con Lukaku.

In particolar modo, oltre ad aspetti di campo, il brasiliano si è soffermato sul rapporto umano con Big Rom, sulla professionalità di Antonio Conte senza dimenticare la grande accoglienza della città di Napoli a lui riservata.

Neres:”Lukaku? Quello che mi ha dato più fiducia.”

E’ la prima volta che si gioca una coppa con il Napoli: più emozionato o focalizzato? “Penso di essere un po’ emozionato e anche molto concentrato. Giocare per vincere un trofeo è bello, è molto speciale. Una finale è una partita diversa dalle altre. E conta solo vincere.”

Cosa ne pensa della coppia Neres-Hojlund? “Il concetto vincente è sempre il collettivo: quando si gioca da squadra e tutto funziona è più facile per i singoli emergere. Le vittorie sono il merito del buon lavoro del gruppo e io credo che tutto il Napoli, giocatori e allenatore, stiano lavorando bene.”

Piccolo viaggio nel tempo: 9 novembre, 43 giorni fa, Bologna-Napoli 2-0. “Quella sconfitta ci colpì duramente. Abbiamo sofferto, è stato davvero difficile digerirla. Per fortuna arrivò la sosta: in quelle due settimane abbiamo avuto tanto tempo per allenarci e per riflettere sui nostri errori e sulle cose giuste.”

“Poi siamo tornati in campo con una mentalità e un modo di giocare nuovi: è andato tutto bene. Soprattutto perché poi ne abbiamo vinte cinque di fila: se non vinci, nulla cambia sul serio. E invece, quelle vittorie ci hanno restituito fiducia e ci hanno rilanciato. E ora ci godiamo la finale.”

lei ha detto di non aver mai corso tanto in vita sua come con Conte. È cambiato qualcosa? “No, no, tutto uguale. Ma ora, con due partite alla settimana, non è più possibile allenarci così tanto. Lo facciamo quando si può.”

Una delle frasi più citate alla vigilia di una finale è di Eto’o: «Non si giocano, si vincono». “Sono d’accordo al cento per cento: quando smetti, le persone ricordano soltanto i trofei della tua carriera. E quindi, il Bologna vuole vincere e noi vogliamo vincere.”

E’ una rivincita? “Non abbiamo dimenticato, ma questa è una partita completamente diversa. È una finale e abbiamo un pensiero fisso: rispetto moltissimo il Bologna, ma siamo qui per vincere.”

Contro il Milan è parso chiaro a tutti. A proposito: dopo i gol, lei e Hojlund avete abbracciato Lukaku in panchina. “Romelu è quello che mi ha dato più fiducia, più sicurezza da quando sono arrivato al Napoli. Parliamo tanto: ha sempre cercato di tirarmi su e mi ha sempre ricordato quanto sono forte. L’ho apprezzato molto e mi è venuto spontaneo correre da lui.”

Quanto manca Big Rom al Napoli? “Manca come gli altri giocatori incredibili che sono infortunati.”

Neres sulle sue origini

Nel 1990, un paulista come lei fu decisivo nella prima finale di Supercoppa vinta dal Napoli con la Juve: Careca. Una leggenda. “Prima di una vecchia sfida con il Milan ho avuto la possibilità di parlare con lui e di abbracciarlo: gli ho detto quanto significasse per me e per gli altri. Ma soprattutto per me che sono di San Paolo e gioco nel Napoli.”

“Non l’ho mai visto giocare ma ho sempre chiesto a mio padre, tifoso del San Paolo, e alle persone più grandi che conosco. Tanti amici tifano San Paolo e Careca è stato uno dei più forti della storia del club. Sapere che ha giocato con il Napoli è molto speciale.”

Com’era la sua vita in Brasile? “Da bambino pensavo solo a giocare a calcio per strada. Ma studiavo, mia madre non faceva eccezioni.”

E la Supercoppa? Per chi proverete a vincerla? “Giocheremo per i tifosi che sono fantastici, per i compagni infortunati, per le nostre famiglie, per tutti. Ma soprattutto per noi stessi che siamo in campo e lavoriamo molto duramente ogni giorno. Ce lo meritiamo.”

Crede ancora nella qualificazione agli ottavi di Champions? “È difficile, ma non è impossibile. Ora, però, siamo concentrati solo sul Bologna. Nella mia mente c’è solo il Bologna.”

Le piace la vita a Napoli? “Molto, mi ricorda il Brasile: bellissimo clima, cibo ottimo. Non ho nulla di cui lamentarmi.”


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