Indicatore di costo del lavoro allargato: cos’è e perché ha bloccato il mercato del Napoli

Manna e Conte


Il mercato del Napoli è entrato in una fase di “congelamento soft”. Non si tratta di un’inibizione totale a operare, ma di un vincolo stringente: il cosiddetto “saldo zero”.

Come riportato da Calcio e Finanza, la Commissione indipendente per la vigilanza sui bilanci delle società professionistiche ha stabilito che il club azzurro, insieme al Pisa, non ha rispettato uno dei parametri fondamentali del nuovo regolamento federale.

L’indice della discordia: il rapporto 0,8

Il cuore del problema risiede nell’indicatore del “Costo del lavoro allargato” rapportato ai ricavi. Secondo le norme vigenti, questo rapporto non deve superare la soglia dello 0,8.

In termini semplici: per ogni euro di ricavi, il club non può spendere più di 80 centesimi per stipendi di tesserati, ammortamenti e commissioni agli agenti. Nel caso del Napoli, la combinazione tra un aumento significativo dei costi del personale (saliti oltre i 240 milioni di euro) e la diminuzione degli introiti dovuta alla mancata partecipazione alla Champions League 2024/25, ha spinto l’indice oltre lo 0,9.

Il paradosso Napoli: liquidità vs regolamento

La situazione appare paradossale, come sottolineato anche dal DS Giovanni Manna. Il Napoli è storicamente una delle società più sane d’Italia: ha un patrimonio netto positivo, zero debiti con le banche e un’alta liquidità in cassa. Tuttavia, il nuovo regolamento — che punta a uniformarsi alle direttive UEFA sulla sostenibilità — non guarda alla solidità patrimoniale complessiva, ma alla capacità del club di generare ricavi sufficienti a coprire i costi operativi correnti.

Cosa cambia per il mercato di gennaio?

Per Antonio Conte, questo significa che ogni operazione in entrata deve essere finanziariamente compensata da una in uscita.

  • Acquisti solo con cessioni: Se il Napoli volesse investire 20 milioni su un nuovo centrocampista, dovrebbe prima incassare la stessa cifra (tra cartellino e risparmio sull’ingaggio) dalla partenza di altri elementi.
  • Nomi in bilico: Per sbloccare la situazione, il club sta valutando i profili di giocatori che hanno trovato meno spazio o che hanno mercato, come Noa Lang o Lorenzo Lucca, le cui partenze potrebbero generare quel “tesoretto” necessario per i rinforzi chiesti dal tecnico.

Il Napoli dovrà dunque fare “di necessità virtù”. La sfida di Manna sarà quella di operare con estrema creatività: prestiti con diritto di riscatto o scambi alla pari saranno le uniche armi a disposizione per puntellare la rosa senza violare i parametri imposti. In attesa che il ritorno nelle coppe europee riporti i ricavi a livelli tali da ristabilire quell’equilibrio finanziario richiesto dalle autorità di vigilanza.


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