Video. Il malocchio, cos’è e come si tolgono gli “occhi addosso”

malocchio

Chi, almeno una volta nella vita, non ha pensato di essere vittima dell’energia negativa da parte di una persona invidiosa o di un proprio nemico? Sono in molti a pensare che spesso la causa di sintomi quali depressione, mal di testa, cattivo umore o spossatezza possa derivare dall’influsso negativo del “malocchio”.

La pratica del malocchio ha origini antiche e radici nei paesi orientali e in quelli della costa mediterranea. E’ chiamato così proprio perché viene esercitato attraverso lo sguardo carico di energia negativa che, colpendo la vittima, si manifesta sotto forma di qualche tipo di male prima citato.

La persona colpita dal malocchio, per liberarsene, si affida a talismani o riti in base alla credenza popolare. Nel Sud Italia, coloro che pensano di essere vittima dei cosiddetti “occhi addosso”, si sottopongono a un rito per scoprire se sono state colpite da questi sguardi malefici e, in caso positivo, procedono per farseli togliere. Il “guaritore”, conoscitore del rito, riempie il piatto (in ceramica) con dell’acqua e lo pone sulla testa della vittima, nel contempo recita delle preghiere ed esegue tre croci sul piatto, sulla fronte della vittima e su se stessa. Subito dopo versa delle gocce di olio nel piatto: se la goccia d’olio si allarga fino a sparire il malocchio c’è, se invece la goccia resta compatta e non si espande vuol dire che il malocchio non c’è o è lieve. Per eliminarlo, il guaritore distrugge la macchia d’olio o con le mani o tagliandola con un paio di forbici per poi gettare l’acqua lontano dalla persona colpita. La pratica viene eseguita per tre volte fino a che le macchie d’olio nell’acqua non risultano più piccole, fino a scomparire.

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