Suor Orsola Benincasa: la storia dell’università napoletana

Suor Orsola Benincasa

Fondata nel 1895 nella cittadella monastica posta alle pendici del colle Sant’Elmo, l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa trae la propria denominazione da un personaggio di spicco del panorama religioso della Napoli controriformata. Si tratta per l’appunto di Orsola Benincasa, fondatrice delle romite e delle oblate dell’Immacolata Concezione. L’antico sito conventuale che oggi ospita l’Università a lei intitolata, ricopre una superficie di circa 33.000 m² ed  è una vera e propria abbazia di grandi dimensioni, composta da due monasteri, da due chiese, chiostri e giardini pensili.

La suora, nel corso della sua vita, fu al centro di numerose esperienze mistiche e proprio a seguito di una di esse, nel 1582 venne ricevuta in udienza a Frascati da papa Gregorio XIII, al quale comunicò di aver ricevuto da Dio l’incarico di trasmettergli un messaggio di riforma per tutta la Chiesa.

Tornata a Napoli, Orsola fondò nello stesso anno la Congregazione delle oblate della SS. Concezione di Maria, suore di vita attiva dedite all’educazione dei giovani. Tuttavia, in quanto espressione di una religiosità tendenzialmente autonoma che la Chiesa solo col tempo riuscì a ricondurre entro i limiti della rigida obbedienza all’istituzione ecclesiastica, il libero ritiro della Benincasa fu trasformato in una congregazione di natura laicale sottoposta al controllo dell’ordine religioso maschile dei monaci teatini. Questo iniziale insediamento è ben riconoscibile da un punto di vista architettonico in quanto ha la natura caotica delle sovrapposizioni successive.

L’ordine dei teatini, preso il controllo della Congregazione, riuscì a convincere Orsola ad affiancare alle oblate un ordine di rigida clausura. Fu per questo che dopo la sua morte, avvenuta nel 1620, ebbe inizio la costruzione di un grandioso eremo da destinare alle romite. Questa nuova ala, a differenza delle strutture precedenti, è caratterizzata da un progetto architettonico coerente. Il nucleo centrale, infatti, è composto di tre corpi di fabbrica disposti ad U attorno a un chiostro ed è nascosto agli sguardi esterni da un imponente muro di cinta in tufo che si innalza per circa venti metri.

Dopo l’unità d’Italia il Ritiro di Suor Orsola riuscì a sfuggire alla legge sull’incameramento statale dei beni degli ordini religiosi perché considerato “Opera pia a carattere laicale” e per rafforzare questo riconoscimento vi venne fondata una scuola gratuita.

Nel 1885 un Decreto Regio istituiva la facoltà di Magistero. Poi, a distanza di circa un secolo, la Facoltà di Magistero è stata riformata attraverso la costituzione dell’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa e l’attivazione della Facoltà di Scienze della Formazione. Accanto all’istituzione di tale Facoltà, l’Istituto, sulla base delle competenze ereditate e sviluppate nel corso del tempo ha istituito la Facoltà di Lettere e più recentemente quella di Giurisprudenza. Tuttavia è solo nel 2004 che, con Decreto Rettorale, l’Istituto Universitario si è trasformato in Università degli Studi Suor Orsola Benincasa.

Fonti: Sito unisob.na.it

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