L’antico borgo di Antignano, conoscete l’origine del suo nome?

E’ il cuore antico del Vomero. Le origini del borgo di Antignano risalgono all’epoca romana, quando la collina vomerese si chiamava Paturcium, nome derivante da quello del dio Janus (Giano), al quale il colle era dedicato. Su questa altura si sviluppò un piccolo centro rurale la cui vocazione agricola rimase intatta fino al Medioevo, quando Antignano divenne uno dei tanti casali – se ne contano più di quaranta – che circondavano la città di Napoli.

Luogo verace e vivace, Antignano è noto per i colori e le voci del suo mercato e per le strette vie che tanto lo contraddistinguono dal resto del Vomero. Da dove nasce il toponimo di questo borgo antico?

L’origine del nome “Antignano” è ancora oggi molto discussa. Ben tre sono le interpretazioni che storici e studiosi hanno suggerito nel corso dei secoli. Delle due interpretazioni più antiche ci offre una preziosa testimonianza Carlo Celano nella Sesta Giornata delle sue celebri Delle notizie del bello, dell’antico, e del curioso della città di Napoli:

«Tutta questa montagna vien detta Antignano, e vogliono alcuni, che debbasi dire Antoniano, essendo stato villa di Antonino Imperadore; ma il più vero si è, che prende il nome dal lago d’Agnano, dovendosi dire ante Agnanum, perché anticamente, ed anco al presente, da chi non vuole andare per la grotta, da quì si và al lago suddetto; e nell’estate, i Contadini, che portano colle some a maturare i lini in quell’acque, per non andare per dentro la Città, vanno per questo luogo».

L’origine del nome Antignano, pertanto, potrebbe risalire a due cause distinte: dalla presenza di una villa appartenuta all’imperatore Antonino o in riferimento all’antico lago d’Agnano dell’omonimo cratere flegreo, prosciugato nel corso dell’ottocento. Secondo quest’ultima ipotesi, il toponimo di “Antignano” deriverebbe dal latino ante Agnanum, ovvero “di fronte Agnano”.

Della presenza sulla collina vomerese di una villa dell’imperatore Antonino non si ha nessuna testimonianza né fonte storica, mentre esiste una rilevante relazione con l’antico lago di Agnano. Tale attinenza è indicata dallo stesso Celano nella citazione sopra riportata, in riferimento ad una strada che da Antignano conduce al lago di Agnano.

Percorso della Neapolis – Puteolim per colles

La strada in questione è la via per colles, nota anche come la via Neapolis – Puteolim per colles, l’antico percorso viario che collegava Napoli con Pozzuoli attraversando le colline, le cupe e i crateri che separano le due città. E’ probabile che il primo tracciato di questo percorso risalga all’epoca greca, ma furono i romani, nel II secolo a.C., a convertirla in una vera e propria strada in mattoni, ottimizzandola con ponti e viadotti.

La via per colles si estendeva per una lunghezza di circa 15 chilometri, partendo dalla Porta Puteolana nell’attuale piazza San Domenico. Il percorso passava lungo via Salvator Rosa – nel declivio che oggi separa la zona dei Ventaglieri dal Cavone – e arrivava ad Antignano. Proprio a Salvator Rosa, nel corso della costruzione dell’omonima fermata della metropolitana, è stato rinvenuto e restaurato un antico ponte appartenente alla via per colles, oggi visibile all’ingresso della stazione.

Arcate via per Colles – Stazione Salvator Rosa

Una volta giunta ad Antignano, la strada continuava verso le attuali via Santo Stefano e via Belvedere, prima di scendere verso Soccavo. Qui è possibile osservare una seconda testimonianza della via per colles: il colombarium di via Pigna. I colombari erano delle strutture funerarie ipogee, destinate per lo più alla sepoltura collettiva. A differenza dei greci che erano soliti ricavare nelle località extra moenia (al di fuori della cinta muraria) le strutture per la sepoltura dei morti, i romani le realizzavano lungo le arterie viarie che collegavano le varie città. Il colombarium di via Pigna si presenta come un blocco tufaceo con pareti in opus reticulatum nelle quali sono ancora oggi ben visibili le nicchie che un tempo ospitavano le urne cinerarie.

Colombarium di via Pigna

Dopo Soccavo, la via per colles raggiungeva Furigrotta presso l’attuale via Terracina. Qui è presente una terza testimonianza della strada: i basoli dell’antica via, rinvenuti nel 1939 durante gli scavi per la costruzione della Mostra d’Oltremare. Dopo Fuorigrotta, la strada continuava per il lago di Agnano e la Solfatara prima di raggiungere Pozzuoli.

Alla luce di ciò, si è pensato che il nome “Antignano” derivasse da “Agnano”, per via del percorso della Neapolis – Puteolim per colles che effettivamente collegava il borgo con il lago flegreo, ma nel corso degli anni questa interpretazione è stata messa in discussione. D’altronde, la principale criticità appare già nella traduzione di ante Agnanum con “di fronte Agnano”, considerando che dal punto di vista geografico di fronte Agnano c’è ben altro rispetto ad Antignano.

Richard Wilson, Lago d’Agnano

Il primo a mettere in dubbio tale derivazione è stato, nell’ottocento, il biografo Lorenzo Giustiniani. Nel suo Dizionario geografico-ragionato del regno di Napoli, evidenziò che le prime fonti che presentano il toponimo di “Agnano” appartengono a tempi assai posteriori rispetto alla denominazione di “Antignano”. Queste risalgono alla fine del quattrocento, all’epoca di Ferdinando II, mentre già dall’inizio del Medioevo era utilizzato il toponimo “Antignano”. La stessa Neapolis – Puteolim per colles  a partire dal V secolo era chiamata “via Antiniana”.

A supporto della propria tesi, il Giustiniani ricorda che ai tempi dei Normanni il lago di Agnano era indicato con il toponimo “Anglanis”, mentre nelle carte risalenti all’epoca di Carlo I e Carlo II d’Angiò il lago era denominato “Anglane” o “Angdanni”. Altre fonti presentano tre ulteriori nomi: “Angularis”, “Angulanus” e “Anglanum”.

Per tale ragione, il Giustiniani avanzò una terza proposta circa l’origine del toponimo di “Antignano”. Egli indicò che anche nei pressi di Capua, lungo la via Appia, esisteva un feudo – oggi scomparso – denominato Antignano. Oltre a ciò, nella stessa città capuana c’è il “Palazzo Antignano”, che dal 1874 è sede del Museo Provinciale Campano. Quella degli Antignano, infatti, era una nobile famiglia di Capua, risalente con molta probabilità al XIII secolo.

Palazzo Antignano, Capua

In aggiunta a Capua, vi sono altre due località italiane denominate “Antignano”: il comune di Antignano d’Asti e un quartiere di Livorno. Nessuno di questi luoghi può avere, come facilmente intuibile, una relazione con il lago d’Agnano. Alla luce di ciò, è plausibile sostenere che anche per l’antico borgo di Antignano non vi sia nessun rapporto con il lago che un tempo occupava il cratere di Agnano e che il suo toponimo derivi da un’antica famiglia, le cui tracce in Campania sono andate perdute nel corso dei secoli.

Bibliografia
– Celano C, Delle notizie del bello, dell’antico, e del curioso della città di Napoli (1856), Rogiosi, Napoli.
– De Vito B., I Decumani di Napoli con il Dizionario dei luoghi (2008), Treves, Napoli.
– Giustiniani L., Dizionario geografico-ragionato del regno di Napoli (1816), Napoli.
– La Gala A., L’antico borgo di Antignano (2019), Rogiosi, Napoli,
–, Il Vomero e l’Arenella (2004), Guida, Napoli.
– Zazzera S., C’era una volta il Vomero (1999), Lettere Italiane, Napoli.

Sitografia
Sito del Gruppo Archeologico Napoletano.

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