I Papi napoletani: sono 5 i partenopei che hanno guidato la Chiesa Cattolica

Napoli vanta di avere 3 papi, Bonifacio V, Urbano VI, Bonifacio IX, nati a Napoli in tempi diversi. Altri 2 papi, Paolo IV e Innocenzo XII, che, pur non essendo nati a Napoli, hanno legami di parentela con la nobiltà partenopea dei Carafa. Sono dunque in totale 5 i partenopei saliti al soglio pontificio.

Bonifacio V

Papa Bonifacio V. Fonte foto: Wikipedia

Nato a Napoli in data ignota, figlio di un tale di nome Giovanni. Ciò che sappiamo è che diventa papa il 23 dicembre 619 dopo che la sede apostolica è stata vacante per un anno. Ciò ha avuto luogo per la pressione dei Persiani e gli Avari che avanzano militarmente e pericolosamente nel territorio dei Bizantini. Inoltre Eleuterio ha fatto scoppiare una rivolta fra i soldati a Ravenna per giungere a Roma facendosi nominare imperatore, una vera novità. Tuttavia il tentativo di Eluterio viene represso dalle truppe bizantine.  Dopo questa parentesi, l’Italia vivrà 30 anni di tranquillità e, in questi anni, Bonifacio V svolge il suo pontificato per una durata di 6 anni.

È ricordato soprattutto per i suoi provvedimenti, per esempio concede il diritto di asilo nelle chiese per rifugiati e ricercati e obbliga di non far traslare le reliquie dei santi martiri, ciò produce il culto dei martiri. Il cimitero di San Nicomede vede la luce grazie a lui e, all’esterno di Roma, si occupa di far cristianizzare il territorio della Britannia. Muore a Roma nel 625.

Urbano VI

Papa Urbano VI. Fonte della foto:Wikipedia

Non conosciamo molte notizie su Bartolomeo Prignano: infatti non abbiamo fonti certe per stabilire i suoi natali. La supposizione più accreditata è che provenga da Napoli, tuttavia c’è chi sostiene provenga dal Salernitano. Appartenente a un’estrazione sociale nobile, la madre Margherita Brancaccio appartiene alla nobiltà napoletana. Napoli per lui conta tanto, lì segue gli studi in diritto canonico all’Università “Federico II” di Napoli. Diventa dottore in diritto canonico, rettore dell’università di Napoli, occupa importanti cariche ecclesiastiche sia nella città partenopea sia altrove assolvendole con operosità.

Nel periodo cui la curia romana è ad Avignone, lui si sposta definitivamente lì nel 1368 e occupa importanti ruoli nella cancelleria indotto dalle sue conoscenze e dalle proprie conoscenze. La sua bravura di cancelliere gli fa ottenere la direzione della cancelleria papale per volere di papa Gregorio XI, quando si trasferisce a Roma nel 1376.  Ottiene, tra l’altro, la carica di arcivescovo di Bari. Nel 1378 muore Gregorio XI e, dopo 75 anni, il conclave si rifà a Roma. Il popolo romano brama della nomina di un uomo romano o almeno italiano per evitare un revival ad Avignone. Alla fine, la nomina da parte di alcuni cardinali cade su Prignano, il quale è ufficialmente nominato papa il 18 aprile.

Il papa cerca di depotenziare il potere cardinalizio per accentrare quello papale. Inoltre attua una politica austera dei territori sotto l’orbita della Chiesa per farli ritornare nei ranghi. Tuttavia non tutti i cardinali sono favorevoli alla fresca nomina papale quindi scelgono di nominare un altro papa, l’anti – papa Clemente VII. Quest’ultimo va nella sede papale di Avignone. In questo violento clima scismatico, entrano in scena diversi Paesi europei che, secondo i casi, parteggiano per uno dei due papi. Urbano VI muore nel 1389 a Roma e succede Bonifacio IX.

Bonifacio IX

 

Papa Bonifacio IX. Fonte della foto: Wikipedia

Non conosciamo molto del compaesano di Bartolomeo Pignano. Appartiene a una famiglia di agiate condizioni sociali, sappiamo, secondo fonti certi, il nome della madre, Gatrimola Filimarini. Diventa papa col nome di Bonifacio IX il 2 novembre 1389 e, rispetto al suo predecessore, non ha lo stesso carattere né lo stesso bagaglio culturale. Si presenta, secondo alcune fonti, non propriamente dotto. Altre, invece, lo vogliono frequentatore dell’università di Napoli.

Caratterialmente è più affabile rispetto al predecessore. Tutta la sua vita politica è incentrata nella dura lotta contro l’anti – papa di Avignone. Vive momenti di profonda instabilità, viene cacciato da Roma per ben due volte trovando riparo rispettivamente a Perugia e Assisi. Solo nel 1400 riesce a insediarsi nuovamente nella propria sede. Per ottenere una migliore stabilità incorona Ladislao re del Regno di Napoli nel 1390; mentre Clemente VII incorona Luigi II d’Angiò.

I due papi giocano di strategia stipulando alleanze con Stati in Italia ed Europa e inserendo pedine, come nel caso di Napoli, per depotenziare la rispettiva controparte. Bonifacio IX riesce a ottenere la fedeltà di quasi tutti gli Stati d’Italia e di alcuni Paesi di Europa. Inoltre non sono mancati vani tentativi di chiudere lo scontro sia con il re di Francia, Carlo VI, sia con gli anti – papi, Clemente VII e poi Benedetto XIII. Muore a Roma nel 1404.

Paolo IV

Papa Paolo IV. fonte della foto: Wikipedia

Gian Piero Carafa, figlio di Vittoria Camponeschi e di Giovanni Antonio. Gian Piero nasce nel 1476 in Campania, con precisione a Capriglia nell’Avellinese. Appartenente alla potente famiglia nobiliare dei Carafa grazie al ramo Beneventano. Fin da piccolo lega la sua vita alla città partenopea, all’età di soli 14 anni fugge da casa per riparare nel convento di San Domenico Maggiore poi viene preso dai familiari e lo fanno ritornare a casa.

All’età di 18 anni diventa prete e comincia la carriera ecclesiastica fino al pontificato, anche se non ambisce a questo bensì alla vita monacale. Dà vita all’Ordine dei chierici regolari improntato sull’ubbidienza e castità. Proprio su questi due aspetti si fonda la personalità del Carafa. Un uomo austero, grintoso pronto a dare un restyling alla Chiesa di Roma ma anche contraddittorio. Quando diventa papa, fornisce importanti cariche ecclesiastiche ai suoi parenti.

Prima di diventare vescovo di Napoli nel 1549, è il fautore del tribunale del Sant’uffizio, fondato nel 1542 a Roma. A Napoli attua una pesante politica repressiva nei riguardi dei valdesi. Successivamente alla morte di Paolo III, Pole viene nominato dal conclave come papa, tuttavia il Carafa blocca la nomina perché scopre “l’ereticità” del nuovo papa attraverso dei documenti scoperti dalla santa inquisizione. Il Sant’uffizio ottiene un tale potere da inserire al papato direttamente i membri che ve ne fanno parte.

Diventa papa nel 1555 tuttavia continua a vestire nei panni dell’inquisitore. Eccelle in questo campo, però meno si può dire in quello politico. La rottura dei rapporti con gli Asburgo ha come conseguenza l’assedio di Filippo II della città di Roma, dove il papa non riesce a contrastarlo. La pesante sconfitta non gli preclude una sorte di riscatto nell’ottenere da parte del re Asburgo delle scuse solenni per il gesto commesso. Quando il papa muore a Roma d’idropisia nel 1559, il popolo da subito esterna il suo disdegno tagliandone la testa di una statua raffigurante il papa situata al Capidoglio, e incendia il Sant’uffizio.

Innocenzo XII

Papa Innocenzo XII. Fonte della foto: Wikipedia

Antonio Pignatelli nasce a Spinazzola nel 1615, figlio di Francesco Pignatelli e Porzia Carafa, figlia di Fabrizio Carafa. Antonio è legato per via materna alla nobiltà di origine napoletana. Grazie al potere economico di Porzia, Antonio diventa principe perché la madre acquista il feudo di Minervino. Antonio ha un buon bagaglio culturale, diventa avvocato in utroque iure e fa una lunga gavetta nella Chiesa.

Prima di diventare papa, assolve la carica di arcivescovo di Napoli nel 1686, tuttavia è operativo solamente nel 1687 in città. Si muove contro il clero locale, la Chiesa e la politica locale per manifestare l’autorità vescovile. Inoltre combatte anche i quietisti e gli ateisti. Inaspettatamente riceve la chiamata dalla curia di presenziare al conclave a seguito della morte di Alessandro VIII nel 1691. Il conclave dura per tanto tempo ed è proprio lui a essere nominato papa, col nome di papa Innocenzo XII.

Il suo pontificato è caratterizzato da una maggior sensibilizzazione per l’assistenzialismo e la correttezza dei costumi. Infatti attraverso la bolla papale Romanum decet pontificem (1692) aborra il nepotismo e la vendita delle cariche ecclesiastiche. Qualche anno dopo, nel 1694, crea la Congregazioneper la disciplina e la riforma dei regolari e fa terreno bruciato per la dottrina quietista, anche perché posto sotto pressione dal re di Francia Luigi XIV. Muore nel 1700 a Roma.

Sitografia:

http://www.treccani.it/enciclopedia/papa-bonifacio-v_%28Dizionario-Biografico%29/

http://www.treccani.it/enciclopedia/bonifacio-ix-papa_%28Enciclopedia-Italiana%29/

http://www.treccani.it/enciclopedia/urbano-vi_(Enciclopedia-dei-Papi)/

http://www.treccani.it/enciclopedia/paolo-iv-papa_%28Enciclopedia-Italiana%29/

http://www.treccani.it/enciclopedia/papa-innocenzo-xii_%28Dizionario-Biografico%29/