La storia di Angelo e Mimì, a soli 10 anni fa da mamma a suo fratello in fasce

Angelo e Mimì
Foto di I Bei tempi di Santa Maria Capua Vetere, pagina fan facebook

Si può fare da mamma anche a dieci anni. Per spirito di sopravvivenza, per amore, con la dolcezza di un fratello che tiene a cuore le sorti di un piccolo ancora in fasce. E’ la storia di Angelo e Mimì, realmente accaduta a Santa Maria Capua Vetere all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale.

Una giovane coppia del posto, Antonio e Teresa provano senza successo ad avere un figlio. Così adottano Angelo e lo allevano con amore. Il papà lavora tutto il giorno nella sua terra, non gli manca niente. Mentre la mamma si prende cura del pargolo. Poi sopraggiunge la guerra che divide la famiglia e la manda in miseria. Antonio ritorna dalle campagne militari, ma deve fare i conti con la triste realtà. Persa la terra, il cavallo, il bue. Rimane la fame. Quella vera.

Disperato trova lavoro solo come bracciante. A poche lire al giorno, non sufficienti per mantenere la famiglia che si allarga. La coppia mette al mondo altri due bambini. Poco dopo la nascita di Mimì, la mamma Teresa muore denutrita, tra i morsi della fame.

Antonio è disperato, non si capacita per la morte dell’amata e non sa come poter allevare i suoi tre figli. Qui comincia un’altra storia. Quella del figlio adottivo Angelo che nel frattempo ha compiuto 10 anni. Mentre il papà è fuori tutto il giorno per racimolare qualche lira, lui si prende cura del neonato Mimì. La sorellina più grande viene accolta e cresciuta dalle suore nell’orfanotrofio della città. Il fratellone non perde occasione per incontrarla e portargli qualche dolciume. Quando è possibile.

Angelo lascia la scuola per dedicarsi completamente al piccolo Mimì. Impara a dargli il latte, a lavarlo e fasciarlo. Sbriga tutte le mansioni di una vera mamma, a soli dieci anni. Una vicenda valsa anche un titolo sul giornale dell’epoca. A compimento dei dieci mesi di vita, Mimì viene accettato dalle suore che se ne prendono cura per otto ore al giorno. Alle 16 Angelo di ritorno da scuola va a prenderlo e lo riporta a casa. Desidera continuare a studiare,  prendersi almeno la licenza elementare, trovarsi un lavoro e proseguire a prendersi cura della sua famiglia. Un piccolo grande uomo. Una mamma ma anche un papà.

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