Il Barocco e la sua esuberanza: come si vestivano e truccavano nel XVII secolo

Questo è un periodo di decadenza per l’Italia occupata prima dalla Francia e poi dalla Spagna. Questo declino si riflettè anche sulla moda del periodo, le nazioni occupanti imposero forme e colori di quella che era la loro moda e il fulcro della moda dall’Italia si spostò in Francia, che divenne una fonte inesauribile di ispirazione, fino quasi ai giorni nostri. Ovviamente il centro attorno a cui ruotava il tutto era la corte del re.

Questo fu il periodo del Barocco, un periodo caratterizzato da una esuberanza di forme e da accostamenti piuttosto eccentrici di vari materiali. L’eccentricità, caratteristica di questo periodo, si riflette anche nel confezionamento degli abiti che perse tutta l’essenzialità che lo aveva caratterizzato nel secolo precedente. Nei primi anni del secolo la moda femminile fu caratterizzata da rigidi busti a punta, dalla gonna a campana, dal collo a gorgiera e i gioielli erano sparsi su tutto l’abito. Si introdusse la moda delle cuffie, dell’ombrellino parasole, il manicotto e i guanti. Anche il costume maschile cambiò diventando più sciolto.

Merita certamente un cenno il re Sole che ebbe una grande influenza sulla moda del tempo. Luigi XIV trasferì la nobiltà francese a Versailles dove impose regole precise di comportamento e abbigliamento, il nuovo cortigiano fu chiamato homme de qualitè, ed era ricco e alla moda. Tra il 1655 e il 1675 si impose il periodo più stravagante e ricco della moda francese che si spogliò della sua severità per diventare frivolo. Fecero il loro ingresso i pantaloni alla Rhingrave una gonna pantalone decorata con fiocchi laterali, sul busto si indossava un bolero dal quale fuoriusciva una camicia, furono aboliti gli stivali e tornarono le calze e le scarpe col tacco. Ma la novità assoluta fu l’introduzione della veste a tre capi: la marsina, una giacca al polpaccio, la sottomarsina, un lungo gilet e le braghe corte al ginocchio e fu chiamato abit à la francais che fece moda in tutta Europa. Altra novità fu l’uso della parrucca femminile! Infine al Seicento si deve l’invenzione della cravatta.

E se la moda ebbe una così grande risonanza anche il trucco in questo periodo continua ad avere la sua importanza. Nel ‘600 la signora elegante continua ad esaltare il pallore del viso stemperato con il rossore delle gote. La carnagione bianchissima e opaca era ottenuta mettendo sul viso un particolare unguento a base di pasta di mandorle e grasso di montone e dopo si applicava la biacca e a conclusione si spargeva una polvere di perline tritate su tutto il viso. L’abbronzatura era totalmente bandita ed è facile capirne il perché! A corte il rosso per la labbra era un must sia per uomini che per donne, che tra l’altro lo portavano con se in astucci per ritoccarlo durante il giorno e che contenevano anche del fard, una matita per labbra e una cipria con il suo piumino, insomma una vera e propria pochette di emergenza che tutte noi abbiamo nelle nostre borse!. Fu in questo periodo che apparve per la prima volta in rossetto a bastoncino, una pasta semisolida di terra rossa stesa su un legnetto ed essiccata al sole che andava inumidito prima di essere applicato. E per la prima volta il rossetto venne utilizzato non solo per tingere la labbra ma anche per modificarne la forma, che i dettami della moda volevano piccola e imbronciata. Difatti i canoni di bellezza del tempo volevano che il labbro inferiore fosse più carnoso di quello superiore e che la bocca avesse i contorni piuttosto ristretti e a tal proposito fu inventata la colle à bouche ossia una sostanza collosa a base di ingredienti astringenti in grado di mantenere contratti i lati della bocca impedendo la totale apertura della bocca durante una conversazione e il riso. Le ciglia si rendono più voluminose e le sopracciglia strappate completamente e ridisegnate come accadde anche qualche secolo più avanti, e spopolavano i nei finta in seta, che venivano saggiamente disposti sul viso per dare messaggi ben precisi!

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