Acerra, merceria trasforma le sue vetrine in un mini-museo di Pulcinella

Foto-Luigi Buonincontro Fotoreporter

In periodo di zona rossa e musei chiusi, con l’arte che sembra scomparire pian piano dalle nostre vite, un’iniziativa nata ad Acerra si presenta come un raggio di luce nel buio. Qui infatti le vetrine di un negozio cittadino sono diventate una vera e propria teca dedicata a Pulcinella, la maschera napoletana nota in tutto il mondo.

L’iniziativa è partita dall’associazione culturale “Acerra Nostra”, ha dato vita al Museo di Pulcinella, uno spazio unico al mondo dedicato alla maschera e alla civiltà contadina. È stata Acerra, infatti, a dare i natali allo storico personaggio della commedia dell’arte, che probabilmente nasce da una trasposizione napoletana di Maccus, uno dei quattro personaggi della commedia atellana.

Furono poi alcuni viandanti francesi a scoprire il personaggio e a portarlo con sé. Dalla Francia, la maschera di Pulcinella ha avuto il grande successo internazionale che oggi conserva ancora. E oggi, in un periodo storico così buio, Acerra ha voluto riscoprire la sua identità territoriale, che è legata indissolubilmente a Pulcinella. Noi di Vesuvio Live abbiamo parlato dell’iniziativa con Aniello Passaro, membro di Acerra Nostra.

La presidente di Acerra Nostra, Giusy Fatigati, si interrogava sull’importanza che poteva avere la maschera di Pulcinella nell’identità culturale e nello sviluppo economico del paese“, spiega Aniello. “Abbiamo immaginato quindi tutti i negozi di Acerra allestiti a tema maschera”. Quanto è accaduto dopo ha dell’incredibile: una merceria di Acerra, “Negozio Curiosità”, ha ospitato quattro vetrine diverse dedicate alla maschera.

L’importanza di questa idea risiede anche nel fatto che il noto Museo non è al momento accessibile, a causa delle misure anti-covid. La maschera di Pulcinella, oltretutto, concorre per il riconoscimento come bene immateriale dell’UNESCO. “Se ciò avvenisse, avrebbe un importante riflesso economico anche sulla città di Acerra“, continua Aniello. “I tour operator inserirebbero Acerra come luogo da visitare, soprattutto per le attenzioni internazionali che ha la maschera“.

Il progetto voleva quindi far sì che il commercio acerrano diventasse fonte di attrazione. “La mia idea è stata di dedicare ogni vetrina a un aspetto di Acerra incentrato anche sui sentimenti; volevo creare una specie di messaggio iconografico, in cui il passante era immerso in qualcosa“, afferma Aniello. “Sono nate così quattro teche artistiche“.

Foto-Luigi Buonincontro Fotoreporter

La prima era dedicata alla commedia dell’arte: all’interno della vetrina era stato allestito un teatro delle marionette, fatto da artisti emergenti. Lo sfondo era di Cristina Sodano, un’artista piuttosto nota, e le marionette di Nigel Lembo: un ragazzo che crea opere d’arte con pezzi di legno del mare. La vetrina è stata dedicata a un materano che ha vissuto ad Acerra ed è stato tra i soci fondatori del Museo di Pulcinella, Eustachio Paolicelli.

La seconda vetrina era invece incentrata sulla musica. Acerra infatti ha una storia musicale importante, che affonda le radici nel periodo borbonico, e ha dato vita a tanti maestri che poi hanno insegnato al Conservatorio di Napoli. La teca per di più è stata curata da due giovani artigiani acerrani, che hanno imparato da autodidatti: Massimo Bosco e Maddalena Corcione.

All’interno della vetrina è stata posta un’opera che rappresentava un Pulcinella danzante e immerso in un pentagramma di note musicali. La teca includeva anche delle foto che raccontavano storia della banda musicale civica di Acerra, ed è stata dedicata a Titina Verone, la prima donna sindaco della città, che si è spesa tanto per la musica.

vetrine pulcinella
Foto-Luigi Buonincontro Fotoreporter

La terza vetrina è stata allestita nel periodo di Natale e dedicata a Carmine Coppola, l’attuale Pulcinella in carica. La maschera è legata infatti a un rito ben preciso: vi è un solo attore ufficiale che ha l’incarico di interpretarla, mentre gli altri sono solo delle copie. La vetrina natalizia mostrava dall’esterno una cascina di campagna con finestre aperte, al cui interno spuntava una gigantografia di Carmine Coppola che guardava la maschera.

La quarta e ultima vetrina, come racconta Aniello, ha avuto un successo inaspettato. “Non sono un vetrinista, ho fatto affidamento sulla mia esperienza e passione, e avevo scommesso poco sull’ultima vetrina“, racconta Aniello. “La teca però ha avuto un consenso enorme perché ho messo d’accordo tre artisti“.

La vetrina ha come oggetto “Pulcinella e Acerra”, un legame presentato come indissolubile. La città è rappresentata dalle foto di Luigi Buonincontro, fotografo acerrano autodidatta: in particolare, nella teca si vede un angolo di una piazza di Acerra in lontananza. Da qui alcune sculture di Pulcinella, realizzate da Michele De Chiara, raccontano attraverso la mimica la storia dei vari monumenti acerrani.

vetrine pulcinella
Foto Enzo Sibilio-Cose cerrane

Alla base della teca è stato posto del terriccio naturale, che simboleggia legame la tradizione contadina di Acerra: dal terriccio, oltre alle sculture e alle foto, emergono dei gioielli ispirati alla maschera, un’opera di Maddalena Corcione. “Ciò sta a significare che dal terreno emergono talenti“, afferma Aniello. “Per la primavera del 2021 avevamo questo obiettivo: mostrare che Acerra non è solo ‘terra dei fuochi’, ma è molto di più“.

Adesso, grazie a questa iniziativa, altre attività stanno cominciando a considerare la maschera come proprio emblema. Così in giro per Acerra, oltre alle vetrine dedicate a Pulcinella, si vedono saracinesche aerografate, quadri che rappresentano la maschera: un noto pasticciere della città, Antonio Carofaro, ha persino realizzato una maschera di cioccolato.

Pulcinella rappresenta l’acerrano per eccellenza, essendo un contadino, e dà l’esempio più bello, di colui che partendo dal basso diventa importante“, conclude Aniello Passaro.

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