Villa delle porcellane: perché Villa Floridiana ha questo soprannome

Villa delle porcellane Nel cuore del quartiere Vomero c’è una villa ottocentesca, soprannominata la Villa delle porcellane. Villa delle Porcellane, o come realmente si chiama Villa Floridiana, è circondata da un omonimo parco, che dona alla cittadinanza un piccolo polmone verde in pieno centro urbano. Ma perché viene ricordata da molti con questo appellativo?

Villa delle porcellane, il soprannome di Villa Floridiana

La Villa delle porcellane è stata realizzata per volere di Ferdinando IV di Borbone che, nel 1816, il quale acquistò un appezzamento di terreno per realizzare la residenza estiva da donare alla moglie in seconde nozze Lucia Migliaccio di Partanna, duchessa di Floridia. Proprio il titolo che investiva la donna, duchessa di Floridia, diede lo spunto per la denominazione della struttura e del parco circostante. La villa dedicata alla donna divenne così Villa Floridiana e fu ristrutturata in stile Liberty dall’architetto Antonio Niccolini.

Per la spiegazione del suo soprannome, invece, bisogna fare un salto temporale al 1919. Alla morte della coppia regale, il parco e le due ville in esso comprese, Villa Floridiana e Villa Lucia, furono ereditati dai figli della duchessa avuti durante il primo matrimonio. Venduta da quest’ultimi due Villa Lucia e parte del parco, rimase di loro proprietà solo il terreno che oggi possiamo visitare e la villa in onore della madre.

Come già anticipato, la data significativa per la spiegazione della denominazione con cui ancora molti la chiamano fu il 1919, anno in cui Villa Floridiana e il parco circostante, dopo una serie di possessori, fu acquisito dallo Stato. L’edificio fu così convertito a polo museale e in esso fu esposta la collezione di ceramiche donata dalla nipote di Placido di Sangro, duca di Martina, da cui il museo prende il nome. Inoltre lo Stato ordinò l’apertura alla cittadinanza del parco, divenuto oggi un significativo e tranquillo punto di incontro, passeggio e svago del quartiere Vomero.

Il Museo Duca di Martina è, inoltre, sede dal 1931 di una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative, che comprende seimila opere di manifattura occidentale ed orientale, riconducibili ai secoli XII e XIX , tra le quali spiccano senza alcun dubbio le pregiate ceramiche. Ed è proprio la presenza di questa significativa collezione di ceramiche, che giustifica il soprannome della villa con il quale oggi viene ricordata da molti abitanti della città di Napoli.

La Villa delle ceramiche e dunque il Museo Duca di Martina è visitabile il lunedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica dalle ore 9:30 alle ore 17:00.

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