Meraviglia a Pozzuoli, c’è la sala Artemisia Gentileschi: prima pittrice donna della storia


Nel Museo Diocesano di Pozzuoli al Rione Terra, nell’ambito del progetto Puteoli Sacra, è stata inaugurata la sala Artemisia Gentileschi dove resteranno esposte tre tele che la pittrice realizzò nel 1600 per la Cattedrale puteolana e che per la prima volta dialogano tra di loro.

Pozzuoli, al Rione Terra la sala Artemisia Gentileschi

Ai visitatori del Rione Terra viene offerto un nuovo percorso espositivo che permette di apprezzare le imponenti tele in modo nuovo e suggestivo. Si tratta dei quadri I Santi Procolo e Nicea, di rientro dalle Gallerie d’Italia dopo un’opera di restauro, San Gennaro nell’Anfiteatro, recentemente esposto alla National Gallery di Londra, e L’Adorazione dei Magi.

Tre spettacolari opere, tutte insieme ad una distanza ravvicinata rispetto alla loro collocazione in Cattedrale, poste nella sala dedicata all’artista che si è imposta nel panorama culturale come prima pittrice donna della storia: è stata la prima ad essere ammessa all’Accademia delle Arti e del Disegno e a dipingere per la Chiesa.

La sua figura ben si presta ad un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale che opera per la rigenerazione sociale. Puteoli Sacra, infatti, è l’unico progetto in Europa che coinvolge i ragazzi e le donne provenienti da un’area penale nella gestione di un sito monumentale e archeologico.

La sala Gentileschi apre al pubblico subito dopo la chiusura della mostra allestita a Napoli, presso Gallerie d’Italia – Museo di Intesa San Paolo, ancora dedicata alla pittrice, che ha riscosso notevole successo attirando cittadini e turisti.

Chi è Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi nacque a Roma l’8 luglio del 1593. Fu una pittrice molto coraggiosa, un’icona del femminismo, madre e moglie che si ribellò ad uno stupro subito, non avendo mai vita facile. Figlia di Orazio, pittore dell’epoca nonché amico del grande Caravaggio, Artemisia scelse di seguire le orme del padre.

Pur non potendo mai uscire di casa, per ordine del papà stesso, la ragazza fu costretta a studiare da autodidatta e a 17 anni dipinse il suo primo quadro intitolato Susanna e i vecchioni. Fu ammessa all’Accademia delle Arti e del Disegno, incontrò Cosimo De Medici e strinse amicizia con Galileo Galilei. In seguito si trasferì a Napoli, dove finalmente riuscì ad ottenere un equilibrio seguendo lo stile di Caravaggio. Ed è nella città partenopea che morì.


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