Presepi di sabbia a Salerno: la mostra che incanta grandi e piccini

presepi di sabbia
Foto pagina Facebook Wanda Vanda Raco

Torna la mostra dei presepi di sabbia di Salerno. Fino al 12 gennaio, in via Alvarez, tra il Teatro Pasolini e la spiaggia di Santa Teresa, sarà possibile vedere la mostra, giunta ormai alla quarta edizione, organizzata dalla Compagnia della Sabbia, con il patrocinio del Comune di Salerno.

Per la realizzazione della mostra sono state utilizzate 140 tonnellate di sabbia per una lunghezza dei blocchi complessiva di 15 metri lineari, per 3,80 metri di altezza.

I presepi sono stati realizzati da quattro scultori internazionali del genere: gli spagnoli Aaron Ojeda e Jennifer Padrón, il bielorusso Vadim Bandarets e il portoghese Paolo Quaresma.

Il 3 dicembre c’è stata l’inaugurazione della mostra, ma i lavori sono iniziati lo scorso 27 novembre in una tendostruttura creata ad hoc.

Per la realizzazione dei presepi si parte da tre enormi blocchi di sabbia compatta. Qui fantasia e tecnica si intrecciano, fino a creare delle meravigliose e uniche opere in grado di incantare grandi e piccini.

Il tema scelto per quest’anno è la natività di Cristo, ispirata al presepe settecentesco napoletano, secondo interpretazioni personali. Un tema molto impegnativo, che però è stato eseguito in maniera impeccabile dagli artisti.

La mostra “Il presepe di sabbia – Alternativity” aveva affrontato, nelle passate edizioni, temi di stretta attualità, dall’ambiente alle migrazioni. Quest’anno invece si torna al passato e alla tradizione, con qualche omaggio ai simboli di Salerno, a cominciare da Castello di Arechi. “Quest’anno  – afferma Domenico Spena, direttore artistico e ideatore dell’evento a LaRepubblica – abbiamo seguito la strada della storia, siamo approdati all’animo vero del Natale: il presepe. Quello originale, il nostro, il campano. Quello di Eduardo. Quello di San Gregorio Armeno, luogo in cui il popolo incontra la devozione e la tradizione: la cultura italiana, soprattutto meridionale, va sempre protetta e valorizzata, il vero tesoro del futuro è il nostro passato”.

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