A Gaeta sventolerà la bandiera borbonica in memoria delle vittime dell’Unità d’Italia

Anche quest’anno si ripeterà l’ormai tradizionale appuntamento del mese di febbraio a Gaeta. Il 13 febbraio del 1861 terminò infatti l’assedio che portò alla caduta del Regno delle Due Sicilie, dopo un’eroica resistenza in cui parte attiva furono non solo i soldati, ma anche i cittadini e i sovrani Francesco II e la regina Maria Sofia, passata alla storia come l’eroina della resistenza. Furono mesi tragici per Gaeta, che venne fortemente bombardata anche dopo la resa: a causa della cieca ferocia del generale Cialdini si verificò l’esplosione della polveriera che uccise inutilmente tantissimi civili e giovani allievi della Nunziatella.

In ricordo di quei momenti, ma soprattutto dei vari massacri ad opera delle truppe sabaude nei confronti delle popolazioni meridionali, colpevoli soltanto di abitare in territorio di conquista, il 13 febbraio è stato eletto come Giornata della Memoria delle Vittime dell’Unità d’Italia, riconosciuta dalle regioni Puglia e Basilicata.

A Gaeta il 14, il 15 e il 16 febbraio 2020 tre giorni di manifestazioni promosse dal Movimento Neoborbonico, Terraurunca, Fondazione Il Giglio e Comitati Due Sicilie con il patrocinio della Real Casa di Borbone Due Sicilie e del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, con il Comune di Gaeta e oltre 20 gruppi neomeridionalisti e identitari e la ormai consueta partecipazione di diverse centinaia di persone provenienti da tutta l’Italia e anche dall’estero.

Mostre, concerti, spettacoli, presentazioni di libri con la grande rassegna dedicata ai “Libri dalle Due Sicilie”, visite guidate, cerimonie religiose con “soldati” delle Due Sicilie, inno e alzabandiera sulla fortezza-simbolo dell’assedio e della eroica resistenza borbonica e antisabauda terminata proprio il 13 febbraio del 1861, data scelta come “giornata della memoria” ricordando la fine del Regno delle Due Sicilie.

Suggestiva la “cerimonia dei fiori” domenica mattina nel ricordo dei bambini e dei ragazzi caduti durante l’assedio.
Il convegno centrale nel pomeriggio di sabato 15 aperto dalla Principessa Beatrice di Borbone e con Pino Aprile e Gigi Di Fiore (a lui il primo premio meridionalista “Don Paolo Capobianco”).

Una manifestazione, allora, all’insegna della riscoperta di luoghi e di fatti legati (tra passato e futuro) alla storia spesso dimenticata di un Sud che seppe essere primo in diversi settori e che dall’unificazione in poi ha conosciuto massacri, saccheggi e questioni meridionali tuttora irrisolte e sempre più drammatiche.

Memoria, orgoglio e riscatto al centro di un percorso che in questi anni sta raccogliendo consensi significativi e crescenti.

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