Tumore al seno e metastasi al fegato in un unico intervento, record a Napoli: paziente dimessa

Intervento tumore al seno e metastasi al fegato al Policlinico Federico II di Napoli


Intervento record presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli dove una donna affetta da tumore al seno e metastasi al fegato è stata trattata con un’unica operazione.

Intervento record a Napoli per tumore al seno e al fegato

Sette ore e tre diverse équipe chirurgiche altamente specializzate per un intervento estremamente complesso che ha consentito di dare una nuova speranza ad Agnese. La donna, poco più che cinquantenne e in cura presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli, presentava un carcinoma alla mammella con metastasi epatica.

Nel corso della stessa seduta operatoria, i chirurghi hanno trattato sia il tumore al seno sia la metastasi al fegato, evitando alla paziente più interventi separati e una seconda anestesia. Un risultato reso possibile da un lavoro integrato tra diverse specialità.

L’intervento ha previsto inizialmente una resezione epatica anatomica in laparoscopia, seguita successivamente dall’asportazione della mammella con la conservazione del complesso areola-capezzolo, lo svuotamento del cavo ascellare e la ricostruzione immediata con protesi. Contestualmente, è stata eseguita anche la ricostruzione dell’altra mammella asportata in un precedente intervento.

In sala operatoria hanno lavorato tre équipe appartenenti, rispettivamente: all’unità operativa complessa di chirurgia epato-bilio-pancreatica e dei trapianti di reni, guidata dal prof. Roberto Troisi, con il prof. Roberto Montalti e il dott. Mariano Giglio; alla chirurgia senologica, con la guida del prof. Tommaso Pellegrino, ed i dottori Enrico AraimoAndrea CalandrielloGiovanni Fortunato; all’UOC di chirurgia generale ad indirizzo bariatrico, endocrino metabolico e senologia, diretta dal prof. Mario Musella e all’UOC di Chirurgia plastica e ricostruttiva,  diretta dal prof. Francesco D’Andrea, con il dott. Luigi Moccia.

La paziente è stata, inoltre, assistita dall’equipe della UOC di Anestesia, rianimazione e terapia antalgica, diretta dal professor Giuseppe Servillo,con i dottori Andrea De Felice e Vera Cirillo. La particolarità del caso sta proprio nella possibilità di affrontare, in un solo tempo chirurgico, due aspetti della malattia: il tumore primario e la lesione metastatica al fegato, combinando i tempi di rimozione dei tumori a quelli ricostruttivi. Una scelta che ha permesso di ridurre l’impatto fisico e psicologico del percorso operatorio e di favorire tempi di recupero più rapidi. Agnese è stata dimessa sette giorni dopo l’intervento in ottime condizioni cliniche.

Nonostante i controlli a cui periodicamente ero sottoposta a causa di un carcinoma maligno, individuato quasi per caso nel 2022 e risolto con mastectomia totale della mammella, ho scoperto nel Giugno 2025 un tumore diverso all’altra mammella, molto più aggressivo e già esteso al fegato. In questo percorso non mi sono mai persa d’animo, ma mi sono affidata totalmente a Dio e alla scienza, non bisogna avere paura ma sempre sorridere alla vita” – ha dichiarato Agnese.

Il risultato valorizza il ruolo della chirurgia epatobiliare dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II come Centro di riferimento nazionale anche per il trattamento delle metastasi al fegato con tecniche mininvasive. Si rafforza inoltre il lavoro della Breast Unit federiciana, oggi punto di riferimento per la diagnosi e la cura del tumore della mammella, e della Chirurgia Plastica, grazie a percorsi che integrano chirurgia, ricostruzione, oncologia e assistenza personalizzata. L’approccio multidisciplinare resta uno degli elementi decisivi per offrire ai pazienti cure sempre più mirate, efficaci e meno invasive.

Questo intervento racconta in modo concreto il valore di una sanità pubblica nella quale competenze diverse lavorano insieme, ponendo al centro la persona e i suoi bisogni di cura. Un intervento che dimostra, ancora una volta, che presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II la presa in carico globale è un modello organizzativo integrato che consente di affrontare anche casi ad alta complessità con percorsi sicuri e personalizzati – ha commentato il direttore generale Elvira Bianco


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