Fulvio Izzo e Angelo Insogna per il disincanto del Meridione

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Al 5 settembre prossimo, dalle 18:00 alle 22:00, presso il Museo del II Risorgimento di Rocchetta a Volturno, è fissata la presentazione di un libro molto interessante, un libro da leggere ma anche da studiare, “Un miliziano di sua maestà. L’agonia di un regno” (Edizioni di Ar), dell’autore Fulvio Izzo, con la partecipazione dei professori Massimo Pacilio, Giuseppe Pardini e il dott. Emilio Tirone.

Abbiamo detto un testo molto interessante ma questo perché esso, sulla base di ricerche storiche e d’archivio approfondite e di alto livello, ci restituisce una biografia politica inedita e inusuale, lo spessore dell’attivista, del militante politico Angelo Insogna, e la battaglia politica e culturale della Regina delle Due Sicilie Maria Sofia di Wittelsbach, consorte del Re Francesco II di Borbone e sorella di Elisabetta di Baviera, Imperatrice d’Austria.

Attraverso la figura di Angelo Insogna, legittimista e rivoluzionario per il Mezzogiorno (di cui nel volume è stampata la copia anastatica del suo Panphlet “Agonia di un Regno” del 1901), l’autore del saggio riesce a restituire, con valenze quasi psicologiche, la figura della “Regina soldato” che arricchì e segnò così tanto le sorti della lunga guerra contro i Savoia e il periodo post-unitario.

Forse solo Dostoevskij riuscì ermeticamente a restituirci la passione di questo miliziano del II Risorgimento, per il sollevamento delle masse del Mezzogiorno e dei reparti militari superstiti, e l’impensabile volontà e caratura politica di Maria Sofia di Wittelsbach.

“Per duemila anni l’Italia ha portato in sé un’idea universale capace di unire il mondo (…): l’idea dell’unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale (…). Che cosa è venuta al posto di questa, per che cosa possiamo congratularci con l’Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del Conte di Cavour? Sorto è un regno di secondo ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, cedendola al più logoro principio borghese, (…) un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un’unità meccanica e non spirituale, (…) e per di più pieno di debiti non pagati (…). Ecco la creazione del Conte di Cavour”.

Questa la passione così diafana di Insogna e della Regina soldato ma soprattutto quel sentimento “alla Thomas Paine” con cui è possibile capire un pezzo ancora oscuro e torbido della Storia d’Italia e di quelle trame d’Europa che portarono alla Grande Guerra. Attraverso questo libro si capisce ancora meglio cosa è stato il Risorgimento piemontese e le ciniche propagande del Regno unitario volte ad estirpare, sin dalle prime scorribande garibaldine, un’identità consolidata sin dentro le coscienze più minute del Meridione. Il Risorgimento piemontese fu la sistematica e criminale conquista di una corona straniera, e borghese, ai danni di un regno sovrano e pacifico, intento nella sua campagna per la modernizzazione dello stato e transitivo ai pensieri costituzionalisti e socialisti. Contro i deietti savoiardi l’ultima Regina delle Due Sicilie trasformò la sua vita in una storia di vendetta, speranzosa di risollevare le sorti del governo in esilio e animare il Risorgimento del Mezzogiorno. Fu sua la responsabilità, ad esempio, che armò la mano di Gaetano Bresci, furono sue le alleanze stipulate con i socialisti a sostegno dei movimenti del Biennio rosso.

Fulvio Izzo ci restituisce, violentemente e crudamente, al disincanto storico con una delle figure politiche dell’Otto-Novecento più influenti e nascoste della storia d’Europa. Certamente è un libro di cui abbiamo tutti bisogno per ripensare l’Europa e l’Italia di oggi e del futuro.

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