“Surrentum – Vacanze da imperatori”, la mostra multimediale gratuita a Piano di Sorrento

PIANO DI SORRENTO – Lo scorso 9 febbraio, nella suggestiva cornice del Museo Archeologico “Georges Vallet” di Villa Fondi è stata inaugurata la mostra archeologica multimediale “Surrentum – Vacanze da imperatori“. Alla presentazione hanno partecipato il direttore del Polo Museale della Campania Anna Imponente, il direttore del Museo Archeologico “Georges Vallet” Tommasina Budetta e il sindaco di Piano di Sorrento Vincenzo Iaccarino.

La mostra celebra le meravigliose ville dell’aristocrazia romana, costruite sugli scorci panoramici della penisola sorrentina e presenta al pubblico due importanti testimonianze dell’epoca: la scultura dell’Atleta di Koblanos e il mosaico del Ninfeo di Pipiano, ricostruito per l’occasione con il supporto di tecniche digitali e multimediali. La visita di entrambe le opere è gratuita.

La statua del Ninfeo, risalente al 50 d.C., tra i principali ritrovamenti archeologici dell’area sorrentina, è stata concessa per l’occasione dal Museo Archeologico di Napoli. Sarà visibile al Museo “Georges Vallet” fino al 5 marzo, dalle ore 09.00 alle 18.50, chiuso il lunedì.

Il mosaico del Ninfeo di Pipiano, invece, rappresenta la seconda parte di una villa romana scoperta a Marina della Lobra (Massa Lubrense) nel 1980, che torna nella penisola sorrentina dopo una lunga mostra itinerante di un anno nei principali musei cinesi. Il Ninfeo, visibile fino al 23 aprile, sarà supportato da proiezioni digitali e multimediali che ricostruiranno la suggestiva atmosfera della villa romana, svelandone i colori, la grandezza e la magnificenza della villa originaria.

Soddisfazione del sindaco di Piano di Sorrento Vincenzo Iaccarino: «Visitare il Ninfeo è un’esperienza bellissima. Questa realizzazione ha sorpreso anche me questa e ci impegneremo per tenerla il più a lungo possibile.» Anche Anna Imponente ha dichiarato la propria soddisfazione: «Provo un sentimento di grande stupore e meraviglia per la bellezza incredibile di questa testimonianza. Ma questo stupore deriva anche dal fatto che il meraviglioso affresco del Ninfeo, che è stato apprezzato per un anno in Cina come “l’oro del Mediterraneo”, proprio da noi è poco conosciuto. Questo la dice lunga per quello che può essere e deve essere l’impegno nel far conoscere meglio e di più le ricchezze e il patrimonio che noi possediamo.»

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