Edinson Cavani, El Matador: i 3 anni nel Napoli e un amore mai finito

E’ un attaccante in possesso di eccellenti doti atletiche, forte fisicamente e capace di dare un notevole apporto anche alla fase difensiva. Molto valido tecnicamente, è un ottimo realizzatore, bravo nel gioco areo e nei calci piazzati. Adattabile a diversi schieramenti tattici, si autodefinisce centroavanti, ma è stato spesso utilizzato anche come ala o seconda punta. Nei primi anni di carriera era soprannominato El Botija (“il bambino”) per via dei lineamenti infantili e del fisico fragile ed esile. Più avanti però gli sarebbe stato attribuito un altro soprannome con cui è conosciuto tutt’oggi: El Matador, Edinson Cavani.

Nacque a Salto (Uruguay) il 14 febbraio del 1987. Di origini italiane per via del nonno nativo di Maranello, fece il suo esordio da professionista nel Danubio con cui vinse anche il suo primo campionato alla veneranda età di 19 anni. Dopo una sola stagione, lascia la madrepatria per sbarcare in Italia, al Palermo per ben 5 Mln. In rosanero giocherà 3 stagioni (dal 2007 al 2010) segnando 37 reti in 117 presenze. Ciò suscitò l’interesse di alcune delle più importanti compagini del nostro campionato.

Il 22 luglio del 2010 viene acquistato dal Calcio Napoli  in cambio di 17 Mln (5 per il prestito oneroso e i restanti 12 fissati come diritto di riscatto obbligatorio). Firma un contratto fino al 2015 scegliendo come numero di maglia il 7 cedutogli dal nuovo compagno di squadra Ezequiel Lavezzi che invece prende il 22. Fa il suo esordio da titolare nella gara di ritorno dei play-off di Europa League contro l’Elfsborg il 26 agosto firmando una doppietta e facendo subito innamorare tutti i tifosi partenopei. Si trattò di un vero e proprio passaggio del testimone considerando che subito dopo quella partita l’ormai ex attaccante azzurro Quagliarella avrebbe annunciato il suo addio per passare alla Juventus. Una mossa super azzeccata. Al termine del suo primo anno all’ombra del Vesuvio, Cavani contò 47 presenze e 33 reti (26 in campionato e 7 in Europa League) recitando un ruolo da protagonista nella qualificazione diretta in Champions League dopo 21 anni dall’ultima volta. Indimenticabile fu il 4-3 alla Lazio in cui El Matador segnò la sua quarta tripletta stagionale prima eguagliando e poi superando uno storico record appartenuto ad Antonio Vojak: nessun azzurro aveva mai segnato tanti più di 22 gol in un campionato di Serie A. Quell’anno vinse anche la Coppa America in finale contro il Paraguay.

Il 14 settembre del 2011 esordì in Champions nella difficile trasferta di Manchester contro il City (1-1) nel corso della quale realizzò la rete del momentaneo vantaggio mandando in visibilio i 5.000 supporters partenopei accorsi quel giorno all’Ethiad. L’avventura europea di Cavani e compagni si concluse dopo il 4-1 subito allo Stamford Bridge contro il Chelsea nella partita valida come ritorno degli ottavi di finale che l’allora squadra di Mazzarri conquistò grazie agli 11 punti ottenuti nel girone alle spalle del Bayern. Il secondo anno partenopeo dell’attaccante uruguayano terminò con un quinto posto che destò qualche malcontento ma con una Coppa Italia in più vinta nella finale di Roma contro la Juve il 20 maggio del 2012. Fu proprio Cavani ad aprire le marcature con un rigore che spiazzò Storari. Ci pensò poi Hamsik a chiudere i conti. Il bilancio finale fu pressoché identico a quello dell’anno precedente: 48 presenze e 33 gol.

Il 2012-13 si apre con la sconfitta in Supercoppa sempre contro i bianconeri per 4-2 in quello che sarebbe passato alla storia come la “Vergogna di Pechino”. L’ 8 novembre sigla la sua prima quaterna in carriera al Dnipro in Europa League meritandosi l’appellativo di mostro da parte del telecronista Sky Riccardo Trevisani. Quell’anno il Napoli andò vicino alla vittoria del tricolore ma dovette alla fine ‘accontentarsi’ di un grande secondo posto che gli garantitì la partecipazione in Champions l’anno successivo. In totale col Napoli Cavani ha segnato 104 gol in 138 presenze (0,75 a partita). Nell’estate del 2013 passa al Paris Saint Germain (dove milita tutt’oggi) che pagò tutti e 64 i milioni della clausola che incombeva sul suo nome.

“Sono rimasto legato a tutte le squadre dove ho giocato, in particolare modo a Napoli, che guardo sempre in televisione ogni volta che posso. Ho visto il match contro il Bologna e gli azzurri mi sono piaciuti. Sarri è bravo e il suo calcio è offensivo e bello. Lui pensa sempre a segnare e a far divertire il fantastico pubblico del San Paolo. Non so se il Napoli può vincere lo scudetto, ma io tifo perché ciò accada. Ai tifosi devo tutto perché se oggi sono quello che sono è soprattutto grazie a loro. Io non dimentico”. Tanti auguri, Edy!

 

 

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