Raiola: “Tifavo Napoli perché costretto, poi mi sono tolto il vizio”. Ecco perché

Mino-Raiola

Mino Raiola, il re del mercato. Mai banali le dichiarazioni dell’agente più influente degli ultimi anni. In occasione della festa di compleanno di Gianluigi Donnarumma, Raiola è stato intercettato da alcuni giornalisti. Oltre a parlare del suo assistito, l’agente ha rilasciato alcune dichiarazioni sul Napoli. Come riportato dalla Gazzetta dello sport, il rapporto con la squadra azzurra non è dei migliori: “Io non sono sposato con nessuno, il mio lavoro non è essere tifoso di una squadra – spiega Raiolo – lo sono stato tempo fa perché la mia famiglia è di Napoli e mi obbligava, poi ho conosciuto Ferlaino e mi son tolto il vizio“.

Dichiarazioni pesanti, quindi, nei confronti dell’ex presidente del Napoli. In particolare, Raiola fa riferimento ad una vecchia operazione di calciomercato, mai concretizzatasi. Parlava così un anno fa, in un’intervista a Gq, a proposito di Ferlaino: “Primo affare con Ferlaino, del Napoli, e prima fregatura. Mi doveva 10 milioni di lire. Mi ricevette mieloso: «Siamo napoletani, Mino. Abbiamo una parola sola, noi». I soldi non li vidi mai. Papà diceva: «La parola la perdi un’unica volta, poi perdi il diritto di averla»“.

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