Il calcio è stile: la Juve festeggia sulla “bara di Insigne”, il Napoli applaude l’avversario

C’è una linea sottile che divide lo sfottò esuberante da tifosotto, dall’offesa pesante, becera e denigrante. E questa linea, in questo campionato ormai finito è stata tante volte superata. O per meglio dire annientata.

Festeggiare uno scudetto inneggiando al Vesuvio, con striscioni “Napoli me**a” o incidere su una falsa bara il nome di Insigne è vergognoso. Umiliante per chi è autore e promotore di questo gesto. Non di certo per chi è lo sfortunato destinatario. La Juventus ha incentrato i suoi “festeggiamenti” rendendo protagonista il Napoli. Offendendo e denigrando il nome e la provenienza di un popolo.

Perchè? Vincere non era abbastanza? Vale così poco uno scudetto, che per sentirsi forti c’era la necessità di prendere di mira il Napoli?

Domande che non avranno mai una risposta. Perchè questi gesti incivili non hanno motivazioni raziocinanti. Non c’è logica, nella frivolezza dell’ignoranza degli pseudo-tifosi. Che invece di essere condannata, viene condivisa ed acclamata da alcuni “campioni” bianconeri che all’indomani dalla proclamazione “di migliori in Italia” si infantilizzano e si accodano a questo calcio sporco.

Invece presso le falde del Vesuvio, è successo qualcosa di commovente. Che pulisce la faccia sporca del calcio italiano. Il Napoli e i suoi tifosi applaudono i giocatori del Crotone fuori e dentro allo stadio. Ostentano rispetto nei confronti di una squadra che ha lottato fino alla fine, ma non ce l’ha fatta a raggiungere il suo obiettivo stagionale: restare in Serie A. Eventi rari nel calcio, che gettano un telo bianco sulle voragini di antisportività e odio che gli altri hanno scavato. Un gesto che dimostra che il calcio non è solo odio e rabbia.

Ci sarà un gemellaggio tra le due tifoserie? No. C’è solo il rispetto dell’avversario. Solo questo!

Ma è solo una questione di stile! O c’è, o non c’è.

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