Napoli e Bari in Serie A? Perché ADL non potrà essere presidente di entrambe

L’acquisto del Bari da parte di De Laurentiis ha sorpreso tutti, tifosi ed addetti ai lavori. In molti si chiedono quali conseguenze avrà questa mossa per quanto riguarda il Napoli, con una tifoseria che sembra non aver digerito affatto quest’operazione. In attesa di capire quale sarà il progetto sportivo, si può immaginare a lungo termine il futuro della nuova SSC Bari.

Partiamo da un punto fondamentale: il Bari è tra le squadre più importanti del Sud, assieme a Napoli, Palermo e Catania. L’affare – perché di questo si tratta – l’ha fatto ovviamente De Laurentiis, ma anche la città, che potrà contare su un imprenditore fin qui, risultati del Napoli alla mano, praticamente inattaccabile.

Il Bari, in virtù del suo passato, difficilmente potrà essere considerato un team satellite del Napoli. Lo ha detto anche il sindaco della città, specificando come De Laurentiis si impegnerà per riportare il club dove gli compete: in Serie A. E qui sorgono i primi problemi. Il Bari ripartirà dalla Serie D, e ci vorranno almeno 3/4 anni prima che possa scalare tutte le categorie calcistiche italiane, qualora facesse una promozione all’anno.

Cosa succederà, quindi, se il progetto di riportare il Bari in Serie A andasse in porto? Stando alle attuali regole, De Laurentiis non potrà essere presidente di entrambe le società. In Italia, secondo l’articolo 16-bis delle norme organizzative interne federali, non si possono possedere due squadre militanti nella stessa divisione, mentre si possono avere partecipazioni in più società militanti in categorie diverse. In buona sostanza, De Laurentiis può avere il Napoli in Serie A ed il Bari in Serie D (o B o Lega Pro), ma non entrambe in Serie A.

Un caso simile in Italia riguarda Claudio Lotito, presidente della Lazio e co-proprietario della Salernitana. La squadra campana milita attualmente in Serie B, e punta alla promozione in Serie A. De Laurentiis troverebbe quindi un forte alleato proprio nel presidente della Lazio. Entrambi potrebbero puntare a cambiare l’attuale regolamento – secondo alcuni anacronistico – e superare così lo scoglio delle multiproprietà in A.

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