“Non c’è spazio per l’ironia”: per un giornale veneto i cori razzisti sul Vesuvio sono simpatici

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Non si placano le polemiche dopo Udinese-Napoli. Non sono bastati i soliti vergognosi cori di discriminazione territoriale da parte dei tifosi bianconeri nei confronti di Napoli e dei napoletani, non è bastata la ridicola multa di 10mila euro inflitta dal Giudice Sportivo. Il popolo partenopeo è anche costretto a leggere su “Il Messaggero Veneto” un titolo ad un articolo che non lascia dubbi: “Non c’è spazio per l’ironia, multa in arrivo dal giudice sportivo”. Perché nel 2021, inneggiare alla morte di un intero popolo è ancora sfottò calcistico, è folklore, è un’abitudine.

Sanzioni ridicole contro i cori razzisti

Il problema è culturale e risiede proprio in questo. Una parte della stampa tende a minimizzare questa arretratezza che culmina nel più classico dei “Vesuvio lavali col fuoco”. L’articolo si chiude con la frase “dovrebbe arrivare solo una multa”. Ed è vero, la sanzione per certi atteggiamenti è una comica multa da 10mila euro. Ora l’articolo non circola più in rete, probabilmente in seguito a tantissime segnalazioni, ma per ora non sono arrivate nemmeno delle scuse dal giornalista o dal direttore del giornale.

L’ignoranza sta nel non considerare atteggiamenti del genere come razzisti. Ancora si crede che il razzismo riguardi solo il colore della pelle, non discriminare un territorio e il suo popolo o un orientamento sessuale. La Juventus è in prima linea per rintracciare chi ha riferito a Maignan, portiere del Milan, espressioni razziste. In quel caso, che riguarda il colore della pelle, è razzismo. Se i napoletani devono essere lavati dal Vesuvio, è simpatia. E forse si può anche capire l’ancor più vergognoso motivo. Nel caso di Maignan bisogna identificare qualche persona, nel caso della discriminazione territoriale risulterebbe difficile identificarne 30mila o 40mila.

La colpa è soprattutto di chi dovrebbe punire e non punisce. O peggio, fa finta di farlo. Infliggere una multa di 10mila euro “val bene una messa”. La sanzione non è assolutamente proporzionata al fatto, quindi niente impedirà in futuro agli stessi tifosi di rendersi nuovamente protagonisti di un gesto tanto stupido quanto inutile.

Per non parlare della sicura presenza di bambini allo stadio, costretti ad ascoltare certi cori e forse in qualche caso anche a prendervi parte. Questo è il modo giusto di far passare per normale ciò che deve essere condannato. Così i cori contro Napoli diventano una specie di divertimento per quei tifosi che più che tifare la propria squadra, passano il tempo a pensare agli altri. E così l’ignoranza invece di diminuire, aumenta a vista d’occhio. Ovviamente guai a farlo notare, si potrebbe passare per i soliti vittimisti.

Quindi nessuna “ironia” in quel di Udine. Non ha riso nessuno. Ci fa però almeno sorridere che spesso, la squadra che questi incivili tifosi supportano, se ne esce dal campo con una sonora sconfitta. Come è accaduto ieri. Questo sì che fa ridere e ci rende orgogliosi.

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