Dai fischi, alla maglia disonorata. Ora Insigne si riprende il Napoli

 

Insigne

Lorenzo Insigne, classe 1991, è il calciatore napoletano di nascita ed adozione, più chiacchierato degli ultimi tempi.

Caratterino acceso, sguardo feroce, e voglia di esserci, hanno sempre contraddistinto la sua personalità tanto da farlo amare e poi improvvisamente odiare a seguito di diversi fatti accaduti.

Il suo arrivo a Napoli nel 2011, dopo l’esperienza a Pescara, viene applaudito da tutti i tifosi partenopei che contenti del giovane talento, di origini napoletane, lo esaltano e lo sostengono senza sosta. A Lorenzo, inizialmente, tutto è concesso, è giovane, è napoletano, si deve solo fare le ossa ma poi col tempo le cose cambieranno.

Negli anni si cresce, aumentano le responsabilità e qualsiasi calciatore che ha giocato nel Napoli anche una sola stagione, sa bene quante responsabilità ci sono scegliendo di giocare in maglia azzurra.  Non c’è tregua e bisogna sempre dare il massimo, non esistono scuse. Iniziano così i primi fraintendimenti e le solite voci di corridoio che vedono Insigne lontano da Napoli, e diretto verso nuovi orizzonti, voci infondate che durano poco ma una cosa è certa, Lorenzo inizia ad essere nervoso.

Il momento peggiore per la sua esperienza azzurra, arriva lo scorso Gennaio, quando in occasione della partita dei Quarti di finale di Coppa Italia, Insigne dopo una prestazione che non gli rende giustizia, riceve dei sonori fischi che echeggiano in tutto lo stadio San Paolo. Cala un sipario nero, un giocatore azzurro viene fischiato a ‘casa sua’ e come se non bastasse si tratta di un figlio di Napoli, immediate le risposte della curva B che inizia a contestare con cori chi  fischia, rivolgendosi al settore distinti.

Lorenzo Insigne divide la tifoseria, e se da una parte c’è chi lo difende a prescindere, perchè indossa la maglia azzurra, dall’altra c’è chi lo fischia accusandolo di non onorare la maglia di cui i tifosi sono innamorati.  Continuano le partite tra amari contrasti, cala la stima e la fiducia verso quello scugnizzo che tanto si era fatto grande nel Napoli, a poco servono i due  goal nella finale di Coppa Italia del 3 Maggio 2014, goal che in molti hanno definito ‘colpi di fortuna’.

Quel sorriso rilassato e divertente non c’è più, a Lorenzo Insigne manca la serenità, la spensieratezza, entrare in campo, nello stadio di casa sua è ormai un incubo più che un piacere, ma il suo viso sembra sempre voler sfidare i tifosi, l’aria è sempre pesante, lui che guarda verso gli spalti e i tifosi azzurri che sostengono i suoi occhi, una gara a chi prima si arrende, è il 19 Agosto quando in occasione dell’attesissima partita tra Napoli-Athletic Bilbao, Insigne sbaglia tutto e viene sommerso dai fischi di tutto il pubblico, un pubblico che non perdona più e che poco dopo, al momento della sostituzione, viene offeso pesantemente dal gesto dello stesso giocatore che prima di raggiungere la panchina toglie la maglia e la butta via.

La maglia azzurra per i tifosi è sacra, e quel gesto è difficile da digerire. Il periodo nero non accenna a migliorare. Insigne deve cambiare registro e lo fa. Quello sguardo impertinente lascia il posto all’impegno e alla determinazione silenziosa, si fermano le contestazioni  ed il rapporto con il pubblico si raffredda, non c’è più chi si arrabbia ma neanche chi applaude. E’ il momento giusto per ricominciare, testa, impegno, e cuore, tanto cuore. Con grinta  in campo si riscopre un gigante, senza chiacchiere, solo fatti. Lorenzo Insigne sembra aver trovato la formula magica per il successo, l’equilibrio di chi aspira a diventare un grande campione. I tifosi riaprono la porta al napoletano in maglia azzurra che torna a fare il suo dovere, il figliol prodigo che dopo un gesto nato dalla rabbia, torna a casa applaudito dalla sua gente, che mette da parte il rancore ed accoglie a braccia aperte il talento ritrovato.

Non si può contestare più nulla ad Insigne in questo momento, che sembra aver ritrovato la strada del successo insieme al Napoli, quel successo che fa felici i tifosi.

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