Lazio-Napoli, semifinale blindata

 

Stadio Olimpico

Mancano poche ore al fischio d’inizio. Lazio e Napoli questa sera in campo per la gara d’andata della semifinale di Coppa Italia. Una partita che promette spettacolo, ma che nasconde anche molte insidie, specie fuori dal terreno di gioco.

E’ quanto pensano le autorità addette alla pubblica sicurezza, che temono possibili alleanze tra tifosi laziali e romanisti contro quelli napoletani. Il tutto in ricordo del tragico episodio accaduto poco meno di un anno fa. Il tifoso napoletano Ciro Esposito aggredito e colpito con un’arma da fuoco dal romanista “Gastone” nei pressi dello stadio Olimpico. Da lì una caterva di minacce e insulti tra e tifoserie del Napoli e della Roma, con quella laziale che sembrava appoggiare la prima. La Curva Nord, infatti, pagò anche l’alloggio alla famiglia dell’agonizzante Ciro per tutto il tempo che questa rimase nella Capitale accanto al familiare morente.

Qualcosa, però, ultimamente deve esse cambiato, perché se fino a qualche mese fa si poteva paventare addirittura un gemellaggio tra Lazio e Napoli, oggi la questura di Roma teme fortemente per l’ordine pubblico. Il motivo del ritornato astio starebbe nell’aiuto che i laziali avrebbero dato anche a Daniele De Santis per le cure di cui necessita e per il pagamento dei legali di cui si avvale. Per questo in vista del match dell’Olimpico sono stati presi provvedimenti molto severi in tema di sicurezza.

Trasferta assolutamente vietata ai tifosi del Napoli residenti in Campania, bonifica accurata delle zone attorno allo stadio, specie la fatal Tor di Quinto, e misure restrittive per l’accesso allo stadio. Tutto questo per evitare i tanto temuti scontri e soprattutto le infiltrazioni dei tifosi giallorossi. Massima allerta, dunque, nonostante stasera siano previsti soltanto 25.000 tifosi laziali e 1.000 napoletani, provenienti dal Lazio e dalle altre regioni.

A tenere alta la tensione, infatti, l’orario della gara. In molti avrebbero voluto non si giocasse di sera, ma anche stavolta i soldi dei contratti tv hanno prevalso sulla sicurezza di 26.000 persone.

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