Video. 17 maggio ’89. Trionfo di Stoccarda, il Napoli vince la Coppa Uefa

 

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Diciassette maggio 1989, la data dell’unica finale europea della storia del Napoli: Stoccarda-Napoli 3-3 e prima storica coppa continentale all’ ombra del Vesuvio. Oggi raccontare quel trionfo provoca paradossalmente molta rabbia, perché pensavamo tutti di poter approdare il 27 maggio alla finalissima di Europa League di Versavia. Ventisei anni dopo un nuovo esodo azzurro era pronto ad invadere la capitale polacca, proprio come fatto in quel famoso 17 maggio da 25.000 napoletani. Forse l’errore più grande è stato proprio paragonare le due competizioni, perché quella coppa Uefa aveva un valore enormemente diverso da questa Europa League.

Negli anni ’80 in Coppa Campioni approdavano solo le squadre vincitrici dei rispettivi campionati, mentre già chi si qualificava dal secondo posto in poi approdava alla seconda competizione europea. Dopo aver analizzato il regolamento delle competizioni europee di quegli anni, possiamo dire che la vittoria in Coppa Uefa ha avuto  inizio l’1 maggio 1988: il Milan in quella famosa giornata vinse a Napoli sottraendo agli azzurri la possibilità di vincere il secondo scudetto consecutivo. I rossoneri sconfissero gli azzurri col punteggio di 3-2, ed il pubblico del San Paolo applaudì sportivamente l’avversario. Una delle giornate più tristi e beffarde della storia del calcio Napoli, ma allo stesso tempo è proprio da lì che  partì la rincorsa per la conquista dell’unico trofeo europeo della storia azzurra: se il Napoli avesse vinto quello Scudetto avrebbe disputato l’anno successivo la Coppa Campioni e magari sarebbe stato eliminato da una super potenza europea, ed invece classificandosi in seconda posizione approdò alla coppa Uefa della stagione 1988/1989.

Il 17 maggio 1989, un anno dopo quel triste 1 maggio 1988, il Napoli ed i napoletani ebbero la loro rivincita in quel di Stoccarda. Nella gara d’andata del San Paolo gli azzurri si erano imposti col punteggio di 2-1. Un risultato che lasciava aperta qualsiasi possibilità ad entrambe le squadre: a Stoccarda si giocava in un clima rovente, dopo le polemiche arbitrali dell’andata per l’assegnazione di un rigore molto dubbio agli azzurri. Lo Stoccarda giocava in casa, ma la finale di fatto si disputava in campo neutro con uno stadio per metà colorato d’azzurro: oltre alla curva destinata ai tifosi partenopei provenienti da ogni parte d’Italia,  gli altri settori dello stadio infatti furono letteralmente occupati dai tanti napoletani residenti in Germania vogliosi di dare un dispiacere ai tedeschi.

La gara fu una vera e propria poesia, con Alemao che dopo cinque minuti realizzò immediatamente il gol del vantaggio. Il pareggio dei tedeschi non spaventò gli azzurri, che a fine primo tempo con il napoletano Ciro Ferrara segnarono il gol che di fatto portò la coppa a Napoli: lo Stoccarda doveva vincere 4-2 per aggiudicarsi la coppa, e con quel Napoli la missione era praticamente impossibile. Nella ripresa il gol di Careca certificò ulteriormente il successo azzurro. Il Napoli da quel momento in poi rallentò il ritmo e la partita terminò 3-3. La squadra partenopea vinse quella Coppa Uefa meritando ampiamente il trionfo, dopo aver eliminato due squadre come Juventus e Bayern Monaco.

Un Napoli leggendario, determinato, con grande qualità, ma allo stesso tempo con la “cazzimma” di chi voleva dare una gioia al popolo azzurro. Ed allora forse  dopo la disfatta col Dnirpo, dobbiamo tutti chiedere scusa ai ragazzi che ci regalarono quella gioia a Stoccarda, per aver pensato minimamente di paragonare quell’ impresa alla cavalcata del Napoli che si è interrotta in Ucraina. Siamo sicuri che 26 anni fa dinanzi ad un Dnipro qualunque Maradona e compagni avrebbero praticato alla lettera il “MAGNAMMANCIL” che la curva B aveva chiesto prima della gara d’andata con gli ucraini.

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