CR7 in Italia per eludere le tasse? Pagherà 100mila euro, lo consente una legge

Grande festa ieri in terra sabauda per l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus. Nel pomeriggio, sempre di ieri, l’asso portoghese, ormai ex Blancos, ha snocciolato in conferenza stampa tutti i buoni motivi e i migliori propositi che lo hanno spinto ad accettare il trasferimento nella squadra di Allegri. Ma il suo approdo nel Bel Paese è legato solo ad un fatto puramente sportivo o c’è dell’altro?

In effetti dell’altro sembra poterci essere e ad alimentare i nostri dubbi ci ha pensato anche la Gazzetta dello Sport. che, avvalendosi dell’assistenza di esperti, ha spiegato perché l’Italia può diventare, a questo punto, per CR7 un autentico paradiso fiscale. La Rosea, infatti, ha spiegato come Ronaldo potrebbe usufruire di una norma fiscale introdotta dalla Legge di Stabilità 2017, che gli permetterebbe di versare solo una tassa forfettaria di 100 mila euro.

La tassa, ovviamente, è riferita ad ogni periodo di imposta, ma vale per tutti i redditi di fonte estera percepiti, indipendentemente dal paese in cui questi redditi sono registrati. Non c’è che dire: bel colpo. La norma sembra essere cucita appositamente per le larghe spalle dell’attaccante a cui per usufruire dei benefici basta solo essere stato residente, per 9 sugli ultimi 10 anni, in un paese straniero.

È interessante poi ricordare che Cristiano Ronaldo, a causa di guai con il fisco, avrebbe patteggiato 2 anni con la condizionale e una multa di 18,8 milioni di euro. Ma la questione non è ancora del tutto chiara, perché Ronaldo non vorrebbe la condizionale: in caso di nuovi guai, rischierebbe di andare davvero in galera. Avrebbe in ogni caso confessato 4 reati.

In pratica, la norma comporterebbe la tassazione, con applicazione dell’aliquota Irpef più alta, solo per i compensi sportivi percepiti in Italia, mentre per tutti i redditi prodotti all’estero (e Ronaldo con il suo brand fa muovere circa 93 milioni di euro all’anno) andrebbe a versare solo la cifra forfettaria di cui sopra.

Ad onor del vero, si deve precisare che la residenza in Italia per Ronaldo si concretizzerà solo nella seconda parte del 2018 e che tutte le attività estere dovranno essere oggetto di studio, per individuare i criteri di territorialità.

Ma il caso Ronaldo apre ad un’altra questione e cioè che l’Italia corre il rischio (o l’opportunità, dipende dai punti di vista) di ritrovarsi nella lista delle mete ambite dai Paperoni di turno, bravi ad accumulare ricchezze, ma meno disponibili a fare i giusti conti con l’Erario, con lo Stato che destina (o dovrebbe) quei soldi anche ai bisogni dei cittadini. A conti fatti è proprio così conveniente per l’Italia l’arrivo di questi campionissimi?

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