Lagioia vince il premio Strega 2015: il meridione trionfa

Nicola Lagioia

Lo scrittore e giornalista barese Nicola Lagioia ha vinto il premio Strega 2015 col romanzo “La Ferocia”. Un traguardo importante che porta Lagioia sul tetto della letteratura italiana, ma anche una vittoria di tutta la cultura meridionale. La kermesse letteraria più importante a livello nazionale, quest’anno, è stata dominata da scrittori del Sud: ben tre di loro erano Campani.

Non a caso, l’altro finalista a cui Lagioia ha strappato il premio, è la napoletana Elena Ferrante, scrittrice talmente misteriosa da far si che persino il criminologo Carlo Lucarelli le dedicasse uno speciale nel programma “Blu Notte”. Due scrittori, Lagioia e Ferrante, che nei loro romanzi utilizzano la propria terra sia come ambientazione che come protagonista, con i suoi controsensi, le sue trasformazioni e le sue essenziali caratteristiche. Due finalisti legati anche da profonda ammirazione, come dichiara il vincitore a “il Fatto Quotidiano”:”Il suo libro mi è piaciuto molto, sono contento di averla avuta come avversaria”.

Una vittoria rivoluzionaria non solo a livello territoriale, ma anche generazionale dal momento che Nicola Lagioia ha 42 anni e, nella letteratura, è un’età piuttosto giovane per un simile riconoscimento e, come commenta scherzosamente:“Per fortuna gli scrittori non sono come i calciatori: a parte alcune eccezioni come Rimbaud o il Moravia de “Gli Indifferenti”, il meglio arriva in età più matura.”

Lo scrittore si dimostra, nella stessa intervista, molto duro nei confronti della posizione che l’Europa ha assunto contro la Grecia e manifesta tutto il suo appoggio al governo Tsipras:“Abbiamo trasformato la fortezza Europa in un regno del rigore”. Un affetto per la Grecia che si radica nel passato e nella giovinezza dell’autore al punto da farlo essere inamovibile sulla questione euro:” “Senza euro non c’è l’Unione europea” è una bestemmia. Semmai è vero il contrario. Quello che sta succedendo in Grecia è una tragedia e io ne soffro particolarmente. Essendo pugliese, da giovani andavamo in vacanza lì e ho conosciuto molti giovani greci che venivano a studiare da noi. Per me andare in Grecia è davvero come andare a Trani o Polignano. È un posto che ci appartiene da sempre, da prima di essere nati. Mi ci sono persino sposato, un paio di anni fa.”

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