Matrimoni gay, Napoli accetta ricorso di 2 donne. L’Italia viola norme UE

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Due donne, una di origine italiana e l’altra francese, si sono sposate in Francia per poi trasferirsi in Italia per motivi di lavoro ma il loro matrimonio contratto all’estero ha rischiato di non essere riconosciuto nel nostro Paese. Il ricorso delle due sposine ha però trovato l’appoggio della Corte d’Appello di Napoli che ha accolto la trascrizione del matrimonio gay che in Francia è regolarmente contratto.

L’Italia non può dunque disconoscere le nozze poiché “il divieto di discriminazione e il principio di libera circolazione nell’Europa unita escludono che sussistano motivi di ordine pubblico per i quali l’ufficiale di stato civile possa rifiutare l’incombente presso l’anagrafe del Comune”.

Il matrimonio gay delle due donne in questione va trascritto anche perché soltanto una di loro è cittadina italiana: “La sentenza 4184/12 riguarda un caso diverso perché proibisce la trascrizione in Comune del matrimonio contratto all’estero da due cittadini italiani dello stesso sesso, motivando il divieto non con l’inesistenza o l’invalidità dell’atto, ma con l’inidoneità a produrre effetti nell’ordinamento”.

Inoltre “il mancato riconoscimento di un matrimonio same sex pregiudicherebbe la libera circolazione delle persone e violerebbe il diritto di circolare e soggiornare nel territorio degli Stati membri e a non subire discriminazione in base alla nazionalità”.

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