Allarme droga ed alcool tra i ragazzi campani. I danni sono irreversibili

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Dipendenze, di ogni genere, che spaziano dalle frivolezze alle problematiche di entità più grave e complessa, dilagano purtroppo tra i giovani. Sfortunatamente, in cima alla classifica, si annovera la dipendenza da sostanze stupefacenti e da sostanze alcoliche, consumate in quantità decisamente eccessive.

Si cade, spesso, in tunnel del genere per soccombere ad altre mancanze. Il problema non risiede dunque solo nella voglia di voler provare “qualcosa di nuovo” per omologarsi alla massa e sentirsi parte di un gruppo ma nel ricercare, erroneamente, un rifugio in sostanze in grado di creare uno stato di eccitazione e distacco dalla realtà. Naturalmente tutto ciò svanisce nell’arco di un tot di tempo limitato e si torna alla realtà, con i suoi problemi da affrontare. Tutto ciò lascia evincere un velato disagio interiore o psicologico nella maggior parte dei giovani che scelgono come valvola di sfogo il peggiore tra i possibili canali di aiuto. Dalla continua ed assidua assunzione di droga e dall’eccessivo consumo di alcool, ne scaturiscono patologiche, quali disturbi ossessivi e naturalmente danni all’organismo, quasi sempre sottovalutati tra i giovani, che non se ne preoccupano, pensano erroneamente che il loro fisico possa reggere di tutto rispetto a quello di un adulto.

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Per quanto riguarda la regione Campania in particolare, i dati stimati sono davvero preoccupanti. Ormai l’alcolismo è diventato una moda tra i più giovani – spesso e volentieri anche tra i minorenni: è ciò che è emerso dal convegno medico “La Campania e l’alcolismo, percorsi e possibilità terapeutiche”, durante il quale è stato trattato ampiamente lo scottante argomento. Giorgio Di Lauro, il direttore del Dipartimento per le Dipendenze patologiche dell’Asl Napoli 2 Nord, ha affermato, con rammarico che: “Il bere è diventato ormai una moda tra i giovanissimi che si sfidano in vere e proprie gare al massacro utilizzando i social network”. Purtroppo è proprio così, non va sottovalutato, tra le diverse cause e tra i diversi canali che invogliano sempre più a fare uso di tali sostanze, il ruolo che giovano i sociali network, ormai parte integrante della vita di ognuno di noi. Attraverso chat si dà vita a vere e proprie gare, che premiano chi riesce a buttar giù elevate quantità di liquido “letale”.

Inoltre, come se non bastasse, esiste una nuova potente e devastante droga, chiamata Amné o Amnèsia, che viene spacciata, già dall’anno 2012, in particolare in Campania, oltre che in altre zone d’Italia. Un mix letale di eroina e sostanze altamente tossiche, trattata con il metadone. Una variante della marijuana dicono, spacciata tranquillamente come una comune droga leggera. I danni celebrali sono assicurati. Ed ancor più triste, il più delle volte, le complicazioni sono irreversibili.

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Come riportato dal Quotidianosanita.it, Rosanna Romano, la responsabile del settore fasce deboli dell’assessorato regionale alla Sanità, ha dichiarato che: “In Campania l’alcolismo giovanile è diventato un importante problema di salute pubblica moltissimi ragazzini fanno un uso smodato di superalcolici senza rendersi conto dei gravi danni che ne derivano. Giovani, alcol e droga: come una “moda sociale” allarmante, in voga soprattutto tra minori under 16 che bevono per gioco, per sentirsi parte integrante del gruppo di amici o per sconfiggere la timidezza adolescenziale. Un comportamento che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo e che non lascia indifferenti medici e ricercatori.  In realtà – dicono gli esperti – le sostanze derivate dal metabolismo dell’alcol danneggiano silenziosamente sia le cellule nervose, i neuroni, sia i circuiti che connettono le diverse aree del cervello, con un danno specifico sui centri che regolano la memoria e l’impulsività. La vulnerabilità del cervello è poi ulteriormente potenziata dalla carenza di sonno, così diffusa fra i giovanissimi, e dall’effetto sommatorio con le droghe. “Genitori, nonni, insegnanti e tutti gli operatori sanitari dovrebbero educare, spiegare, non stancarsi di vegliare, dare regole chiare e farle rispettare: la salute di un figlio è un bene troppo prezioso per lasciarlo distruggere dall’alcol– dice Giorgio Di Lauro, direttore del dipartimento per le dipendenze patologiche dell’Asl Napoli 2 Nord – bere è diventato ormai una moda tra i giovanissimi, che si sfidano in vere e proprie gare al massacro utilizzando i Social network”.

Probabilmente, educare nel vero senso della parola, i giovani all’assunzione di alcool ed altro, spiegando loro, attraverso un’accurata analisi, tutti i danni scaturiti, potrebbe essere una buon inizio. La scuola e non solo dovrebbe avere questo compito. Una sorta di sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Si sa che essere informati previene di gran lunga i danni, premettendo che non è poi così semplice.

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