Il fallimento di Bagnoli, fra degrado e abbandono delle istituzioni

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Sono passati più di venti anni da quando le acciaierie di Bagnoli hanno chiuso i battenti e da quando l’ex sindaco Bassolino auspicava la trasformazione degli oltre 300 ettari di suolo in un polmone turistico per Napoli. In venti anni nulla è stato fatto e il logo utopistico della trasformazione urbana “bagnolifutura” resta un miraggio. Lo fa notare il servizio di Repubblica che mette in luce l’enorme e dispendioso fallimento di istituzioni e civiltà nell’intero complesso.

Le infrastrutture costruite per creare parchi a tema e centri sportivi sono perennemente vittime di furti. Ormai tutto il rame nei muri degli edifici è stato “estratto” senza una reale vigilanza ad impedirlo, attrezzature sportive ed edili vengono sottratte da chiunque riesca a scavalcare indisturbato i cancelli. La polizia fa quel che può per recuperare il maltolto, ma Bagnoli continua a dispensare beni pagati e predisposti per la sua crescita.

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A fermare definitivamente l’utopia di Bagnolifutura un sequestro del 2013 della procura di Napoli sulle aree e sui cantieri del progetto ipotizzando il reato di danno ambientale. Al 2013 risale anche l’incendio che ha distrutto completamente la vicina Città della Scienza. Insomma un degrado costante e dispendioso a cui il sindaco De Magistris ha cercato di porre fine insediando il magistrato Omero Ambrogi, ex presidente di Corte d’Assise, alla guida di Bagnolifutura. Mossa che non ha impedito il fallimento ufficiale del progetto, nel 2014, per un debito di oltre 190 milioni di euro.

Il recupero di Bagnoli, adesso, potrebbe partire soltanto dall’alto, dal Governo Renzi, ma da dove cominciare? Ormai i progetti sono vecchi di venti anni, così come ciò che resta delle infrastrutture. Nonostante gli sforzi, nemmeno De Magistris può fare qualcosa senza l’intervento del Governo:“Mani, manine e manone su Bagnoli. – denuncia il Sindaco di Napoli – Da un anno Renzi ci tiene bloccati, ma nel frattempo noi siamo andati avanti. Abbiamo approvato il piano di riqualificazione e rigenerazione urbana di Bagnoli in giunta e in Consiglio comunale. Nelle prossime ore Renzi pensa di chiudere la partita con la nomina del commissario espropriando Napoli e i napoletani e relegando il Comune a mero organo consultivo”.

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