Crollo a Marina di Camerota: “Nessuna fatalità, è un omicidio colposo”

il ciclope

Un aperitivo in spiaggia organizzato dalla discoteca Il Ciclope di Marina di Camerota si è trasformato in tragedia. Un improvviso temporale ha costretto tutti a trovare riparo nella “grotta della musica” dove purtroppo sono crollate delle pietre che hanno colpito ed ucciso Crescenzo Della Ragione, napoletano di 27 anni, sul cui corpo senza vita nella giornata di giovedì sarà eseguita l’autopsia.

Un episodio terribile che secondo molti non è avvenuto per pura fatalità ma semplicemente per la mancanza di lavori che potessero mettere in sicurezza il costone del Ciclope. Come pubblicato da Napolitoday.it, Franco Ortolani, ordinario di Geologia all’Università Federico II, ha spiegato che “la tragedia era annunciata” poichè la stabilità di quelle rocce cambia dopo ogni pioggia: “La natura ha fatto il suo corso dalla parete carbonatica con roccia molto fratturata sistematicamente si distaccano frammenti di roccia. Pretendere che dalla parete subverticale del Ciclope non si distaccassero era pretendere l’impossibile dalla natura. L’uso della grotta era veramente affidato a ‘io speriamo che me la cavo’. Messa in sicurezza? Parole fuori uso?”.

Come Ortolani la pensa il geologo Diego Civitillo: “Siamo sempre sicuri che si tratti di fatalità? O forse vogliamo iniziare a lavorare per la tutela del territorio seriamente?”.

Una tragedia annunciata anche per Don Gianni Citro, parroco di Marina di Camerota, che in un video pubblicato da Gelocal.it ha dichiarato: “E’ una immane tragedia che prova grande dolore a tutta la comunità. E’ una tragedia annunciata e poteva essere evitata perchè da tempo, in modo particolare dall’anno scorso, ci sono stati degli importanti crolli all’interno della discoteca. Io ho denunciato questa cosa alle autorità competenti ma c’è stato un grande silenzio e la volontà di occultare questo fenomeno a difesa degli interessi della grande industria del divertimento. Ci sono delle responsabilità gravissime su questo episodio”.

Insomma bisogna fare chiarezza su quel maledetto crollo che ha ucciso un innocente ragazzo che aveva soltanto voglia di divertirsi ed è per questo che il procuratore capo di Vallo della Lucania ha aperto un fascicolo in cui è stato ipotizzato il reato di omicidio colposo. Alcuni sarebbero i sospettati i quali avrebbero dovuto garantire la sicurezza del costone roccioso del Ciclope.

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