Cortei di studenti: attaccata la sede di Manpower, in migliaia nella Sanità

Corteo

Si inaugura con migliaia di studenti in piazza la giornata del 10 ottobre, schierati compatti contro il Governo e le sue riforme alla pubblica istruzione. Per le strade di Napoli, due cortei hanno contestato il decreto Buona Scuola e le mosse governative, con 6mila studenti dell’UdS radunati a Piazza Garibaldi per arrivare nella Sanità e altre svariate migliaia di persone in un secondo corteo a piazza del Gesù indetto da COBAS e dai collettivi autonomi come Sisma e KAOS.

Il corteo di Piazza del Gesù, il primo a partire, ha causato qualche disagio, raggiungendo il suo culmine in un attacco alla sede di Manpower, l’agenzia che coordina il “traffico” di volontari all’Expo di Milano. «La Manpower è l’agenzia che ha mandato a lavorare come schiavi ragazzi disperati, o forse ingenui, nell’esposizione mondiale della speculazione dello sfruttamento, Expo. La rabbia degli studenti si è trasformata in azione diretta contro la fonte delle loro sofferenze», si legge nel comunicato del collettivo Sisma, che rivendica la legittimità dell’azione.

Il corteo di Piazza Garibaldi, invece, ha attraversato le arterie della città e ha tenuto alta la voce con l’aiuto di petardi e fumogeni, ma nell’ultimo tratto si è convertito ed, entrando nella Sanità, si è concluso di fronte alla basilica di Santa Maria della Sanità, in quella che un cartello messo da qualcuno già chiama piazza Gennaro Cesarano. Genny Cesarano, era un diciottenne, ucciso dalla camorra proprio in quella zona pochi mesi fa. «La lotta per i nostri diritti non può camminare su una strada diversa dalla lotta alla criminalità», dichiara un ragazzo al megafono, «la camorra è una montagna di merda e ha ucciso un ragazzo come noi, un diciottenne, proprio qui. Per questo sarà il nostro punto di arrivo». Gli abitanti della zona hanno accolto positivamente l’arrivo del cordone di ragazzi, poiché la morte del giovane ha segnato molto la vita della Sanità da quando è avvenuta.

Un po’ scossi gli abitanti napoletani, non ancora abituati nuovamente ai rumori delle manifestazioni autunnali, sempre assai partecipate dai ragazzi, ma gli studenti rivendicano la ragionevolezza delle loro proteste, in nome del «futuro che queste riforme all’istruzione, insieme all’incapacità nel gestire il problema criminale e quello ambientale, vogliono toglierci», come dichiara un ragazzo che in mano tiene uno striscione che recita Studenti acerrani per l’ambiente in coda al corteo.

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