Salemme: “Dobbiamo difendere lo splendore di Napoli da chi la offende”

Vincenzo Salemme

Terminate le riprese del prossimo film “Se mi lasci non vale”, Vincenzo Salemme, decide di aprirsi a Repubblica.it e invitare i lettori ad una riflessione sulla responsabilità dei cittadini napoletani, che secondo il regista partenopeo, devono essere i primi difensori della propria città.

Molte volte mi è capitato di sentire, – racconta l’attore-regista partenopeo – mentre giravo il film, qualcuno (un conoscente, un amico, un semplice passante) che mi consigliava/suggeriva/ chiedeva di mostrare nel film una Napoli bella. E a tutti loro voglio assicurare che vedranno certamente una città meravigliosa e non per merito mio, ma della città stessa. Varie volte, quando insieme agli scenografi e agli operatori del film si sceglievano i posti dove far vivere i personaggi del racconto, si restava quasi smarriti di fronte alla potente bellezza della nostra terra“.

Ovviamente non racconto nulla di nuovo a chi, come me, vive a Napoli. – continua Salemme – Tuttavia, guardando questa curva mozzafiato del golfo con il triangolare Vesuvio ed il pendio naturale ricoperto di case, che come i cerchi di un tronco antico ci testimoniano tutta la storia della nostra metropoli, ho sentito, forte come mai mi era capitato prima, il senso di responsabilità che compete a me e a tutti coloro che questa città abitano, vivono, attraversano per caso o per lavoro. Ho capito che siamo noi, cari amici, che dobbiamo difendere Napoli in tutto il suo splendore.

Siamo noi, al di là di ogni amministrazione politica, al di là di ogni istituzione, che dobbiamo sentire il dovere di preservare questo patrimonio artistico culturale geografico.
Giorni fa (in tutto il periodo per fortuna mi è capitato una volta sola) da un’automobile che mi passava davanti, ho visto buttare per strada due fazzoletti i sporchi.
Mi è venuto d’istinto il rimprovero (non mi piace fare il cittadino zelante, ma mi era accaduto proprio davanti agli occhi e proprio in un punto della città con uno degli innumerevoli panorami degni di un bel quadro d’autore) verso quel ragazzo responsabile/ irresponsabile di quel gesto.
Forse avrebbe voluto reagire male.
Ma quando, alzando lo sguardo, mi ha riconosciuto, per fortuna si è trattenuto e ha farfugliato una improbabile giustificazione per il suo comportamento proseguendo (meglio sarebbe dire fuggendo) la sua marcia.
Ecco cosa volevo dire.
Credo che tutti coloro che come me amano la nostra città, tutti coloro che la vivono e ci vivono, debbano sentire il dovere di autonominarsi difensori civili contro chi questa città vuole imbrattare, ferire, offendere o rendere spaventevole e insicura.
Siamo noi, ognuno di noi, gli avvocati di Napoli.
E siamo noi gli imputati.
Tocca sempre a noi scegliere da che parte del processo vogliamo stare.
Io ho deciso“, conclude.

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