Guerra alle porte, ma le Borse sono in crescita. Perchè?

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All’indomani del tremendo attentato a Parigi, gli economisti di tutto il mondo avevano quasi unanimemente annunciato settimane nere per le Borse europee vista l’incerta e delicata situazione politica internazionale alla vigilia di una guerra imminente. Eppure i dati dell’ultima settimana dimostrano, non solo, che l’economia non sembra retrocedere avanti a bombe e attentanti, ma, anzi, che tende a crescere: sia Wall Street che le Borse Europee sono in crescita stabile e costante, specialmente, strano a dirsi, la Borsa di Parigi, con un rialzo del 2,15%.

Un paradosso che viene accuratamente spiegato da “Il Sole 24 Ore”. Del resto, come spiega l’articolo, non è così assurdo che l’economia mondiale cresca e si sviluppi con la guerra: lo stesso concetto di bilancio moderno è nato nella Londra martoriata dalla Seconda Guerra Mondiale. L’industria bellica, basata sulla produzione di armamenti e apparecchiature tecnologiche innovative, fornisce una marcia in più agli introiti di paesi evoluti come quelli occidentali. Inoltre il dubbio costante sull’aumento del prezzo del petrolio non fa che aumentarne la richiesta nazionale.

Un punto di vista tecnico viene fornito dall’economista Paolo Belvederesi di Zeygos con alcune dichiarazioni riportate nell’articolo: “In questo momento la tematica predominante resta quella delle banche centrali con l’attesa di un potenziamento del Qe a dicembre e l’annuncio sui tassi Usa nello stesso mese. – spiega – La tematica guerra, in sostanza, non è ancora entrata in agenda. Se non per il fatto che il rialzo a cui stiamo assistendo in queste sedute è di natura tecnica, legato prevalentemente alla chiusura di posizioni short su alcuni settori, come quello energetico, dove la maggior parte dei fondi hedge erano al ribasso.”

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