Sogni e significato: possiamo interpretarli? Ecco il senso di quelli più frequenti

Sogni

Quante volte ti sarà capitato di sognare di volare, planare spazi infiniti guardandoli dall’alto e poi questa meravigliosa sensazione si sia trasformata nell’incubo di precipitare…

Quante volte ti sarà capitato di essere inseguito e in questa folle corsa ti sia perso, senza sapere dove ti trovi o dove andare e poi … improvvisamente, riesci a trovare la via giusta, quella che stavi cercando! E da incubo che era il tuo sogno si sia poi trasformata in fantastica avventura?

Quando ci addormentiamo perdiamo il contatto con il mondo esterno e diventiamo spettatori di un film tridimensionale, nel quale possiamo essere protagonisti o spettatori, ma comunque viviamo un’esperienza sensoriale concreta: noi siamo lì! In quel luogo, in quel tempo! Viviamo esperienze fantastiche a forte impatto emotivo e ciò avviene sia se al risveglio ricordiamo il contenuto del nostro sogno, sia se il ricordo di tutto questo è fuggito via, sia andato irrimediabilmente perso.

Ma come si sviluppano i sogni?

Due ricercatori svizzeri una decina di anni fa hanno individuato quella che potremmo definire la “fabbrica dei sogni”. Mentre studiavano una paziente colpita da una lesione cerebrale hanno effettuato una ricerca, poi pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica “Annals of Neurology”, hanno localizzato l’area preposta alla produzione onirica: una zona della corteccia cerebrale, posta in profondità dietro le orecchie, che controlla le funzioni visive: non a caso i sogni hanno sempre una forma “visiva”.

Ma che funzione hanno i sogni? Qual è il loro significato?

Facendo un rapidissimo excursus vediamo che, nel corso della storia, il sogno ha sempre rivestito un ruolo di primissimo piano. Nell’antichità si riteneva che, se ben interpretati, i sogni fossero fonte di verità sicure, in relazione anche a predizioni per il futuro.

Nel “Talmud” ebraico, Ismaele, con sorprendente intuito, pensava che i sogni provenissero dall’intimità e simbolicamente esprimessero aspetti della vita del sognatore.

Nell’antica Grecia nasceva l’Onirocritica, cioè la scienza che interpretava i sogni.

Nella cultura occidentale moderna il testo fondamentale è il celeberrimo “L’interpretazione dei sogni”di Sigmund Freud, nel quale egli sostiene che i sogni rappresentino la via privilegiata per raggiungere l’inconscio. Il sogno, egli dice, presenta un contenuto manifesto (come si ricorda e come viene raccontato) e un contenuto latente (il significato reale e profondo, con tendenze e pensieri inconsci che lo hanno prodotto). Attraverso l’analisi dei sogni sensati Freud cerca di chiarire aspetti dei sogni insensati. In essi si ritrovano “ripetizioni di avvenimenti della vita quotidiana o di riferimenti ad essa”.

La funzione del sogno in sintesi può essere definita come l’autarchia del soggetto che, in piena autonomia si ripiega in se stesso, con buona pace della contrapposizione tra mondo soggettivo e oggettivo. Il dormire e il sognare si configurano pertanto come il luogo privilegiato per l’osservazione della coscienza e del suo modularsi.

Mentre dormiamo, infatti, attraverso il sogno, possiamo “vedere la coscienza attraversare differenti livelli di esperienza”.

Ma qual è il significato dei sogni più frequenti? C’è una corrispondenza certa tra il sogno e il suo significato?

Sarebbe bello, ma non è così semplice! Infatti non è possibile tradurre meccanicamente i sogni in un significato utile per la vita di tutti i giorni, perché i simboli contenuti nel sogno sono molto soggettivi e legati al sognatore: il sogno è collegato a eventi di vita reale che lo assillano e proprio per questo motivo non è possibile giungere ad un’interpretazione univoca, valida per tutti.

Le preoccupazioni quotidiane e il proprio modo di essere, infatti, si condensano nei simboli onirici dando luogo al sogno, che è soggettivo e specifico di quella persona in quel momento particolare della propria vita. Con molta cautela possiamo tuttavia riflettere sul significato di alcuni sogni frequenti.

Ad esempio sognare di salire una scala può significare che ci si sta muovendo verso alcuni obiettivi ben definiti, mentre sognare di scenderla può essere legato a difficoltà. O ancora sognare di volare da una parte può significare desiderio di libertà, superamento di ostacoli e paure ma, d’altra parte può avere anche il significato di fuga dalla realtà.

Freud collegava il sogno del volo all’eccitazione sessuale, connettendo l’esperienza del volo ad un frequente vissuto infantile: quando i genitori prendono in braccio il proprio figlio, facendolo “volare”. Ciò diverte molto il piccolo e il ripetersi di tale esperienza piacevole in sogno può essere legato al piacere e all’eccitazione.

Ma è possibile interpretare i propri sogni?

Ancora Freud ci avverte che il sogno, come i sintomi e gli atti mancati, condensano un significato simbolico che diventa, per questo, incomprensibile. E proprio sullo svelamento dei significati simbolici si fonda la psicanalisi…Tuttavia, procedendo con molta cautela, lo psicoterapeuta Adriano Stefani suggerisce che “interpretare i propri sogni è come suonare il violino: è possibile imparare, ma occorre padroneggiare un po’ di teoria musicale, conoscere i principi tecnico-pratici per produrre i suoni adeguati e, naturalmente, molta pratica!”

A tale scopo offre dei suggerimenti su come tenere un diario dei propri sogni e su come migliorarne il ricordo.
Per concludere una curiosità: il (tanto caro a noi napoletani) termine “smorfia”, sembra essere legato al nome di Morfeo, il dio del sonno nell’antica Grecia. La smorfia è detta anche cabala (Qabbalah in ebraico), per la quale a ogni lettera, parola, nome, oggetto o segno corrispondono sempre dei numeri … da giocare al lotto.

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