“Il Piccolo Principe” al cinema: Alessandro Siani tra i doppiatori

il piccolo principe

“Il Piccolo Principe”, opera che ha fatto impazzire, trasversalmente, i lettori di diverse generazioni, arriva sugli schermi l’ 1 gennaio. A guidarne la regia Mark Osborne, già autore di “Kung Fu Panda”.

Il piccolo capolavoro di Saint Exupery diventa, finalmente, film e lo fa, secondo i critici, nel modo migliore: ossia, riuscendo a rivolgersi a tutto il pubblico. Bambini e adulti, già catturati dal libro, potranno così assistere alla messa in scena cinematografica made in Francia; quest’ultima, inoltre, in Italia vede doppiatori d’eccezione: Toni Servillo(l’Aviatore), Paola Cortellesi (la Mamma), Stefano Accorsi (la Volpe), Micaela Ramazzotti (la Rosa), Alessandro Gassmann (il Serpente), Giuseppe Battiston(l’Uomo d’affari), Pif (il Re), Angelo Pintus (il Signor Principe) e Alessandro Siani (il Vanitoso).

Un cast a tutto tondo per uno dei film più attesi dell’anno, che è stato realizzato in animazione CGI e stop motion, godendo di un budget di 80 milioni di dollari. 

A Il Mattino, Alessandro Siani, che nella pellicola doppia Il Vanitoso, racconta di aver letto il libro da piccolo e di aver portato con sè il significato dell’importanza delle piccole cose, che, quasi sempre, nascondono valori grandi. Sono, in effetti, universali e immortali i valori che Il Piccolo Principe trasmette e lascia ai lettori. Bisogna aspettare gennaio per la fruizione filmica e il suo esito. La storia, nel cartone, parte da un racconto che un anziano fa ad una bambina, da poco trasferita in un nuovo quartiere. L’uomo narra dell’incontro col Piccolo Principe, raccontandone ogni aneddoto. La bimba, inizialmente, diffidente, sarà poi avvolta dalla narrazione.

La produzione filmica di un’opera letteraria, si sa, nasce sempre mettendo in conto i rischi che provengono dal cambiamento di registro e di canale, ma anche dal rapporto simbiotico e duraturo che si stringe col manoscritto, a differenza della veloce e coincisa proiezione filmica. E ancora più ardua è la scommessa di una trasposizione che riguarda un libro capolavoro, proprio come Il Piccolo Principe, che vissuto nelle tasche di studenti, di adulti e di ogni lettore che ne è stato illuminato.

 

 

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