Sogni ad occhi aperti si può. Ecco le differenze tra uomini e donne

Sognare

Ma dove hai la testa?A cosa stai pensando? Frequentemente ci capita di trovarci in una situazione ma di non “esserci”, di pensare ad altro, di essere “con la testa fra le nuvole”, persi nei nostri pensieri.

Talvolta questa nostra sensazione di “perderci” nella realtà circostante per rifugiarci nella fantasia ha il sapore di un “ritrovarsi” a stretto contatto con noi stessi e con il nostro mondo interno. Immagina la situazione: sei a una riunione e incominci a vagheggiare e man mano ti allontani con la mente ed ecco che la fatidica frase ti riporta alla realtà. Ma dov’eri con la mente? Oppure poco prima di addormentarti vivi una situazione verosimile alla tua vita reale, che ti aiuta a trovare la soluzione di una situazione difficile …

Ma cosa ci accade e come avvengono i sogni ad occhi aperti?

Ancora una volta ci viene in soccorso Freud, che definisce i sogni ad occhi aperti come dei prodotti della fantasia, nei quali “non c’è alcuna esperienza, alcuna allucinazione, bensì la rappresentazione di qualcosa”. Spesso infatti quanto più siamo insoddisfatti e la realtà ci spinge alla moderazione, tanto più immaginiamo situazioni ambiziose e/o erotiche, difficilmente realizzabili in quel momento.

Come i sogni notturni, i sogni ad occhi aperti sono basati su un desiderio inappagato, tuttavia c’è una differenza fondamentale: avvengono quando siamo svegli e la coscienza è vigile, hanno perciò la capacità di rendere palese un desiderio che altrimenti rimarrebbe represso. Avvenendo di giorno, quando siamo svegli, li ricordiamo, facciamo collegamenti … ed ecco che ci sembra che situazioni immaginarie possano diventare realizzabili.

Ciò è dimostrato dal fatto che molti artisti, come scrittori, compositori o registi riferiscono che lo sviluppo di idee o soluzioni è avvenuto proprio mentre stavano sognando ad occhi aperti. Del resto il prototipo dello scienziato “con la testa fra le nuvole” si basa proprio sul fatto che molte idee e teorie si sono sviluppate grazie alle connessioni fantastiche realizzate dallo scienziato nel corso dei suoi sogni ad occhi aperti.

Essi infatti sono per Freud “il materiale grezzo”della produzione artistica e della creatività, poiché l’artista rimodella, trasferisce, omette, crea delle situazioni che poi riproduce nella sua produzione artistica.

Ma chi sono i maggiori sognatori?

Tutti facciamo day-dreams, tuttavia bambini e adolescenti sognano di più, e il massimo si ha tra i giovani adulti tra i 15 e i 30 anni che, magari prima di addormentarsi, riescono a scaricare le tensioni e ad immaginare situazioni alternative. Mario Farnè dell’Università di Bologna scrive infatti che “dedicandoci a questa operazione mentale alleggeriamo le tensioni interne e riusciamo, in seguito, a mantenere più a lungo l’attenzione e la concentrazione, ritardando la noia e la stanchezza; siamo inoltre più rilassati, più indipendenti e meno portati ad avere disturbi del comportamento.

La capacità di fantasticare consente di mettere alla prova, sia pure mentalmente, la risoluzione dei problemi, risparmiandoci tentativi ed errori e perdite di tempo. Possiamo fare progetti e prevederne le conseguenze. In breve, il vivere con la fantasia nel passato e nel futuro ci libera, fino a un certo punto, dalle influenze del presente.

Di contro, alcune ricerche provano che le persone incapaci di fantasticare possono dedicarsi a eccessi alimentari, all’ alcol, alla droga e ad atti di violenza; in fin dei conti, come aveva già sostenuto Freud, chi scarica gli impulsi aggressivi con la fantasia è difficile che si comporti aggressivamente”.

Ma cosa sogniamo quando siamo “con la testa fra le nuvole”?

Eric Klinger dell’Università del Minnesota afferma che, poiché i sogni ad occhi aperti riguardano i nostri obiettivi personali, i sogni sono differenti tra persona e persona. Esistono tuttavia delle differenze nelle “trame” dei sogni agli occhi aperti degli uomini e delle donne.

Gli uomini, fondandosi sulla necessità di avere il controllo e superare le frustrazioni quotidiane, immaginano più spesso di essere potenti e quindi sognano di diventare ricchi e famosi.

Le donne, sempre prese tra sensi di colpa e necessità di perdono, spesso immaginano di essere incomprese e fraintese per cui nei loro day-dreams vagheggiano situazioni in cui gli altri riconoscano il loro valore.

Se i temi dei sogni ad occhi aperti sono differenti, cosa succede nel nostro cervello durante i day-dreams? Semplice: l’attivazione delle aree cerebrale sarà diversa in relazione ai “sensi” attivati dalla nostra fantasia. Se, per esempio, immaginiamo di muoverci o di camminare si attiveranno le regioni cerebrali connesse e, per il nostro cervello, è come se quel movimento lo stessimo effettivamente compiendo. Analogamente se “vediamo” qualcosa con la nostra immaginazione, si attiveranno le stesse aree della corteccia cerebrale visiva che si attiverebbero se lo avessimo davvero davanti agli occhi.

In conclusione, i sogni ad occhi aperti migliorano la vita in quanto, attraverso la fantasia, ci permettono di rielaborare le informazioni che riguardano ciò che siamo e ciò che abbiamo vissuto, attivando le aree cerebrali coinvolte con la memoria. Fantasticando superiamo i limiti della realtà e del controllo cosciente, lasciando che il pensiero vaghi libero. L’insoddisfazione e il desiderio di cambiare le cose spesso generano tale processo, e la fantasia ci offre la possibilità di evadere da una realtà che a volte ci sta troppo stretta.

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