Ercolano: feci canine non raccolte, ecco la singolare protesta dei commercianti

Feci canine

ERCOLANO – In questi periodi sugli alberi dovrebbero esserci gli addobbi natalizi, a via Winckelmann invece da ieri sera le luminarie della strada non fanno altro che far risplendere i numerosi cartelli di protesta affissi dai commercianti della zona. Sono rivolti ai proprietari dei cani che quasi quotidianamente si rendono colpevoli di non raccogliere le feci dei propri quadrupedi.

protesta dei commercianti

Una rimostranza civile e quantomai singolare, scaturita da una decisione presa di comune accordo tra i vari negozianti, ormai stufi veder deturpato l’ingresso dei propri esercizi commerciali dagli escrementi animali, che di fatti sono poi costretti a sollevare e gettare loro stessi: “E’ un qualcosa di indicibile – commenta uno dei fautori della protesta -, pensi che spesso al mattino, ancora prima di aprire, mi sono ritrovato dell’urina sulla soglia del mio negozio. Praticamente il marciapiede esterno è usurato per via dell’acido che è contenuto in questa sostanza. Non so quante scope e palette ho dovuto buttare. Le persone non hanno nemmeno un po’ di contegno“.

E neanche le sanzioni che spetterebbero loro e che pure esistono: ad Ercolano, infatti, vige un regolamento per il quale chiunque venga colto in flagrante a non ripulire la strada dalle feci canine è soggetto ad una sanzione amministrativa che può arrivare sino a 500 euro. Purtroppo, però, i controlli – stando a quanto riferito dai commercianti – non sono molto efficaci, anche perché spesso latitano.

Proprio per questo motivo una delle boutique di via Winckelmann tempo fa aveva deciso di installare addirittura della telecamere di sorveglianza, oggi dismesse, nel tentativo di documentare il tutto. “Purtroppo, però, non è servito a nulla perché secondo me – afferma il proprietario – queste persone non danno importanza alle pene pecuniarie, visto che da allora nulla è cambiato e credo che nulla cambierà, nonostante questa protesta. L’unica soluzione sarebbe quella di prendere uno di questi incivili e rompergli la testa. Probabilmente un gesto simile se lo ricorderebbe“.

Chissà, di certo i cartelli di protesta al momento non sembrano aver sortito gli effetti sperati, visto che questa mattina – alla riapertura dei negozi – il problema si è ripresentato puntuale. Un problema di decoro urbano che comunque non riguarda solo via Wincklemann, ma l’intera città di Ercolano: “Basti pensare – afferma un altro commerciante – a via IV Novembre, è il nostro biglietto da visita per i turisti che scendono dalla stazione e si recano al Mav o agli Scavi. Eppure lì c’è un proliferare di feci canine indicibile. Noi siamo stati e siamo ancora candidati per divenire Capitale italiana della cultura, ma oltre alla storia credo che venga valutata anche la civiltà e di certo non stiamo facendo una bella figura. Questo l’ho detto anche al sindaco, proprio in una occasione legata alla candidatura“.

A onor del vero in un’altra occasione, ovvero l’inaugurazione del parco Maiuri – all’interno degli Scavi -, furono distribuiti dal Comune gli utensili necessari alla raccolta delle deiezioni canine, ma la protesta dei commercianti di via Winckelmann sembra dimostrare che c’è ancora tanto da fare per educare i proprietari dei cani ad avere un comportamento adeguato.

 

 

 

 

 

 

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