Napoli H2 village, l’esposizione dove chiunque potrà guidare la macchina a idrogeno

macchina a idrogeno

Domani, venerdì 18 dicembre a partire dalle 9.30 sino alle 16, nel tratto di strada del lungomare compreso tra S. Lucia e il Castel dell’Ovo, a Napoli, si terrà l’H2 village, un’esposizione organizzata dal consorzio Atena Scarl, dove si potranno provare macchine, biciclette e una speciale biga alimentate ad idrogeno realizzate dall’università Parthenope di Napoli. L’iniziativa, in occasione della giornata conclusiva della  6a edizione della “European Fuel Cell Technology & Applications Piero Lunghi Conference – EFC’15,” intende far conoscere ai cittadini napoletani la nuova frontiera del sistema di trasporti ad emissione zero e quindi non inquinanti.

Nella particolare esposizione saranno visibili, all’interno di una struttura gonfiabile, anche prototipi di progetti, sempre basati sulla produzione di idrogeno a celle combustibili, che cambieranno nell’immediato futuro la nostra vita. Tra le prossime novità anche una speciale app che consentirà, a chi ama pedalare, di individuare i percorsi migliori per raggiungere il proprio punto di arrivo evitando zone inquinate ed a minor densità di traffico. Quest’ultima novità servirà in particolare alla futura applicazione del bike sharing.

Intanto dagli incontri degli esperti della quattro giorni partenopea promosso da ENEA e dalle Università di Perugia e “Parthenope” di Napoli, che si è svolta all’Hotel Royal Continental, si evince che esisteranno tre fasi di sviluppo dell’autotrazione ad idrogeno da qui al 2050 e che i fondi europei sono più che sufficienti.

Nella prima fase (2016-2025) per la realizzazione delle sole stazioni di rifornimento per alimentare flotte di veicoli pubblici e privati nei grandi centri urbani e per i corridoi di grande flusso come l’asse Nord/sud e quello Est/Ovest serviranno circa 200 milioni.

Nella seconda fase (2026-2030) occorreranno altre trecento refilling station per un costo stimato di altri seicento milioni, mentre la terza fase (dal 2030 in poi) prevede la realizzazione di altre 600 stazioni di rifornimento. Il tutto con una disponibilità di quasi 17 miliardi di euro provenienti da fondi europei a disposizione (143 miliardi in totale di cui all’Italia destinati circa il 12%).

 “Toccherà quindi al Governo italiano – si legge nel comunicato – ottemperare alle scelte necessarie per adottare sistemi non inquinanti come l’idrogeno, aderendo così al patto di Parigi dello scorsa settimana sottoscritto dall’Italia, e realizzare il Piano di Sviluppo Nazionale entro il 19 novembre 2016 che consentirà di ottenere i fondi destinati ai paesi membri dell’Unione Europea.

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