“Cose Nostre”: la Rai parla del giornalista napoletano minacciato dalla mafia


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A partire da sabato 9 gennaio andrà in onda in seconda serata su Rai 1 il nuovo programma intitolato “Cose Nostre”, in cui saranno protagoniste le storie di cinque coraggiosi giornalisti minacciati dalle organizzazioni criminali.

Le mafia cerca in ogni modo di controllare la stampa, suo grande nemico messo a tacere dal violento silenzio troppo spesso imposto ai giornalisti. In pochi anni sono stati almeno 2000 gli episodi di violenza, le minacce e le intimidazioni ricevute dai cronisti italiani che, senza paura e con grande professionalità, hanno raccontato il vero volto della corruzione, dell’illegalità, del malaffare e delle mafie. Argomenti scottanti che hanno già causato la morte di otto giornalisti uccisi dalla malavita, come accadde 30 anni fa a Giancarlo Siani, il giovane giornalista ammazzato per aver denunciato la camorra nei suoi articoli.

Nella prima puntata di Cose Nostre si racconterà la storia del giornalista napoletano Arnaldo Capezzuto e della camorra che devasta la sua NapoliA seguire saranno proposte le storie di Michele Albanese, giornalista calabrese de Il Quotidiano del Sud; Amalia De Simone, giornalista campana di Corriere.it; Pino Maniaci, siciliano, direttore di Telejato e Giovanni Tizian, giornalista calabro-emiliano dell’Espresso.

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